Venezia82: A Sad and Beautiful World Review

Amare e sperare nonostante tutto.

A Sad and Beautiful World di Cyril Aris ci parla di due ragazzi, nati a Beirut lo stesso giorno a cinque minuti di distanza, si conoscono da bambini per poi venire separati dalle circostanze. Ritrovatisi da giovani adulti, si innamorano.

Presentato in concorso alle Giornate degli Autori, sezione parallela di Venezia82, la storia che questo film racconta è proprio come il mondo che vuole ritrarre: triste e bellissima. I due protagonisti rappresentano i poli opposti dell’essere umani e, inevitabilmente, si attraggono e si completano. Nino è un entusiasta, un inguaribile ottimista, un eterno innamorato delle bellezze della vita (della quale sembrano sfuggirgli le brutture). Yasmina è una donna razionale e pragmatica, con una profonda disillusione e un malcelato rancore nei confronti delle difficoltà che la vita le ha presentato. Questi due sono da sempre destinati a incontrarsi, a perdersi e a ritrovarsi; ma ciò che più emoziona è il vedere che, nonostante le peripezie che ostacolano il loro cammino, scelgano tutti i giorni di proteggere il loro legame, di essere l’uno l’isola felice dell’altro.

I due attori protagonisti hanno un fascino magnetico e una chimica palpabile: lui, con occhi carichi di calore e di dolcezza e il sorriso tipico di chi si ostina a vivere ogni giorno con spensieratezza; lei, con questa splendida chioma corvina e l’espressione amara di chi si è dovuta rassegnare alle ingiustizie.

E fin qui, può sembrare pura melassa. Una storia d’amore idealizzata, tutta romanticismo e zero conflitti. Invece io trovo che la forza di questo film stia nel parlare, in maniera mai banale né didascalica, di amore e di relazioni in ogni loro declinazione. Le identità dei protagonisti vengono plasmate da dinamiche familiari, da amicizie, ma soprattutto dal rapporto con la propria terra e le proprie radici, grande leitmotiv che attraversa la pellicola. Nino non vede un futuro lontano dal Libano, Paese che gli ha dato i natali, il ristorante dei suoi genitori e il nonno che lo ha cresciuto. Yasmina vuole lasciare un Paese che sente le abbia tolto più di quanto le ha dato. Come si concilia il desiderio di resistenza con quello di fuga? Basta l’amore per superare tutto?

Nino e Yasmina in una scena di A Sad and Beautiful World

A Sad and Beautiful World si inserisce in quel filone del cinema mediorientale contemporaneo che vuole raccontare, senza pietismi, la realtà di chi ha dovuto imparare a convivere con (e non sopravvivere a) la minaccia derivante da conflitti armati. Sono racconti di quotidianità, ordinaria e straordinaria, di persone e personaggi che riescono a godere della gioia delle piccole cose, anche in mezzo a paura e tribolazioni.

Si tratta, a mani basse, del mio film preferito di questa edizione della Mostra del Cinema di Venezia. Divertente e pieno di speranza, ma che al momento giusto sa anche fermarsi e riflettere sulle reali complicazioni del vivere umano. Spero che riesca a trovare una degna distribuzione, perché merita davvero di essere visto.

Recensione di Francesca

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