Dracula – a (gothic) love tale

I vampiri catturano da sempre l’immaginazione dell’essere umano: tradizioni, superstizioni, leggende, e storie, moltissime storie. Quella che sono andata a vedere al cinema è una di queste, e lasciatemelo dire, mi ha rapita.

Prima di andare al cinema avevo notato molti video sui social, con scene del film e una canzone in particolare, Caribbean Blue di Enya, e io ne ho visti *cough cough* una discreta quantità, tanto da essermi fatta un’idea di quello che sarei andata a vedere, ovvero una storia d’amore.

E non sono affatto rimasta delusa.

Posso riassumere il tutto con “fiaba gotica” su due innamorati maledetti, che si distacca dal racconto originale del libro, preferisce seguire le orme tracciate dal film di Coppola, però cambiando un elemento chiave: Mina infatti ricambia Dracula, e lo riconosce come l’amato perduto una volta ricordata la sua vecchia vita, in qualche modo presente ai margini della sua memoria.

Ho particolarmente apprezzato la storia dal punto di vista di Dracula, che ci dà modo di esplorare la sua natura umana, la sua devozione alla moglie, e la disperazione che negli anni lo ha portato viaggiare in giro per il mondo, tentando di ritrovarla e finalmente ricongiungersi a lei.

Caleb Landry-Jones e Zoe Sidel ci offrono un’interpretazione meravigliosa, malinconica e intensa, che ha conquistato moltissimə fan (me compresa), facendo loro sognare l’esistenza di un amore che perdura nei secoli e ti sa ritrovare anche in un’altra vita, richiamando uno dei trope molto cari ai fan, ovvero la reincarnation au.

Ovviamente è ben lungi dall’essere il film perfetto. Ho trovato la CGI alquanto discutibile e superflua, anche se alla fine ho capito il senso che voleva dare; la vena leggermente comica, sebbene io l’abbia apprezzata molto, può non essere gradita a tutti, ma io l’ho interpretata come un’intenzione di alleggerire la storia, altrimenti cupa e pesante. Menzione d’onore alle scene in cui tutti ballano, divertenti e con un senso a livello di trama, ma risultano comunque un po’ imbarazzanti.

Nonostante questi palesi difetti, il mio cuore ne risulta totalmente rapito, perché arriva a parlare al mio lato fangirl più profondo, quello che sogna e sospira di fronte ad un uomo totalmente ed irrimediabilmente innamorato, disposto ad aspettare la sua amata per 400 anni.

Questo Dracula di Besson tralascia la natura mostruosa e sanguinaria di Vlad per concentrarsi sull’uomo, un uomo innamorato, devoto e disperato, disposto a tutto per sua moglie.

E direi che, ora più che mai, abbiamo bisogno di storie d’amore.

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