Se vivete incollati alla BBC, leggete solo autori inglesi e stalkerate gli attori britannici per tutta internet… e non avete partecipato allo UK Day2 … beh avete fatto male, molto male. Perché questo evento annuale, che si tiene solitamente a gennaio a Modena, racchiude in una stanza persone diversissime ma accomunate dalla stessa passione British e quello che ne esce è un’esplosione di energia che pervade una serie divertente e interessante di panels e intrattenimento.

Noi di fanheart3 non ce lo siamo ovviamente lasciato sfuggire, e devo dire che abbiamo notato sostanziali miglioramenti rispetto alla prima edizione, sia nelle tematiche sia nella qualità dei panel proposti e, perché no, anche nel feeling tra i due presentatori (long live Queen River!). Tra i momenti più divertenti citerei ovviamente l’esuberante panel sul Doctor Who e il grandioso sketch dedicato a The World’s End. Ho anche reputato molto interessante (per me che lo conoscevo solo superficialmente) l’intervento su Terry Pratchett, ma devo ammettere che anche il panel su Harry Potter mi è piaciuto parecchio, anche se ha avuto la sfortuna di capitare per ultimo.

Ma lasciamo che siano proprio gli organizzatori, lo staff del Big Bang 2, a raccontarci questo evento, in particolare Roy, che ha realizzato il panel dedicato a Doctor Who.

Lo staff di Big Bang 2 (foto di Big Bang 2: https://www.facebook.com/bigbang2dw?fref=ts)

 

1) Innanzitutto una curiosità: perché il nome Big Bang 2? Chi siete? Quanti siete? Da dov’è nata questa amicizia e collaborazione? Parlateci un po’ di voi!

Questa è una domanda alla quale non mi stuferò mai di rispondere. Sono molto fiero dei ragazzi che supportano gli eventi e sopportano me. La faccenda è nata come tutte le faccende belle, vale a dire per caso: avevo questo gruppo prima del BigBang2 (il Meanwhile in the Tardis) con il quale organizzavamo eventi soltanto su “Doctor Who”. Visioni diverse su cosa potevamo pretendere da questi eventi, mi hanno portato a staccarmi dal mio partner originario e a fondare il BigBang2. Ecco perché “BigBang2“. Perché è un inizio, ma è il secondo. Quanti siamo? Abbastanza, direi…

La collaborazione è nata dall’amicizia, perché tanti ragazzi (tutti, a memoria) che collaborano per creare questi eventi sono, prima di tutto, amici fidati.

Ci tengo a sottolineare che niente sarebbe stato attuabile senza ognuno di loro, che sono il cuore di questa cosa.

 

2) A chi e come vi è venuta l’idea dello Uk Day?

Beh, di solito sono io il tizio delle idee, è il mio ruolo. Il che non vuol dire che io sia più intelligente o furbo degli altri, sono solo più veloce. E ci tengo ad esserlo, perché sennò il mio ruolo verrebbe soffiato da qualcuno più capace e io mi ritroverei nudo come un verme, figurativamente.

Spero, figurativamente.

Insomma, per farla breve, con il BigBang2 avevo continuato a organizzare eventi su “Doctor Who”, ma un giorno mi sono chiesto se non fosse il caso di osare. Lo “UkDay” è stato il primo passo dell’osare, perché un multifandom inglese non si era mai visto e non sapevamo se potesse funzionare o meno.

Ci abbiamo provato, perché ne valeva la pena.

Uk Day 2: on stage, si inizia! (foto di 42 photography: https://www.facebook.com/camillacolomboph)

 

3) In questa seconda edizione cos’avete voluto migliorare rispetto alla prima edizione e cosa secondo voi potrebbe ancora essere perfezionato?

Guarda, in questa seconda edizione abbiamo proposto qualcosa di molto simile alla prima, perché, in linea di massima ci era piaciuta (la prima edizione). Abbiamo senz’altro scelto di variare i fandom rispetto al primo anno, almeno un po’. Abbiamo cercato anche di alleggerire un po’ il ritmo (non ci siamo riusciti), ma hey, solo provando le cose riusciamo a capire cosa può o non può funzionare.

Se ci sarà una prossima volta (è tutto molto in forse per fattori interni, ma speriamo ovviamente di sì e, anzi, ci teniamo a promettervene una), vorrei senz’altro alleggerire ancora di più le tempistiche, nel senso che preferirei intermezzi più rapidi, come appunto gli sketch di quest’anno o interventi più brevi.

 

 

4) Avete lasciato campo libero ai panelists o date sempre un tema o delle linee guida?

Ci teniamo che i panelisti abbiano carta bianca. Non paghiamo nessuno e non veniamo pagati, ci sembra brutto dire di cosa parlare o no. Personalmente, potrei aver espresso una preferenza ogni tanto, ma niente di più.

Il panel dedicato a Doctor Who (foto di 42 photography: https://www.facebook.com/camillacolomboph)

 

5) E’ interessante la scelta dei panelists di Sherlock e di Doctor Who di criticare molti aspetti – spesso rilevanti – della stessa opera che presentavano. Sono critiche argomentate e sempre rispettose dell’opera degli autori, ma, a vostro avviso, è utile un panel strutturato in questo modo? Ha senso mettere in luce quanto non è piaciuto, secondo l’opinione personale dell’autore, senza dare al pubblico modo di controbattere? Soprattutto considerando che sono due tra i telefilm più amati e seguiti attualmente…

Posso risponderti bene a questa domanda, perché il panel di “Doctor Who” è sempre curato dal sottoscritto (ci tengo molto, è stato il punto di partenza).

Vorrei chiarire un punto fondamentale: lo “UkDay” è un evento d’intrattenimento e non di informazione. I ragazzi, la maggior parte almeno, non viene per sapere come si chiama la bisnonna del Terzo Dottore o chi ha scritto l’episodio XY della stagione ZW del Classic Who. Viene, fortunatamente, per divertirsi.

E io mi diverto con loro a fare il panel di “Doctor Who”, come immagino anche le ragazze (Francesca Boso e Yuri Ookino) che quest’anno hanno organizzato “Sherlock”. Quindi posso dirti che si, finché è nel rispetto degli altri, del lavoro di chi sta dietro alla serie e degli attori, anche le critiche, con lo scopo di divertire e intrattenere, sono più che ben accette. Siamo esseri umani ed è un nostro sacrosanto diritto dire cosa ci piace e cosa non ci piace. Per il fatto che il pubblico è “impossibilitato” dal rispondere, devo contraddirti. Appena scendo dal palco, contraddicono eccome e sono sempre lieto di intrattenere conversazioni sui rispettivi punti di vista. Un panel non è una conferenza, ma è molto più simile ad una vetrina. Il panelista è il venditore e il divertimento è il prodotto. Il mezzo in cui vende il divertimento, ripeto, nel rispetto di tutti, è sempre lecito.
6) Gestire una convention multi-fandom non è facile, soprattutto perché se i panel sono esclusivamente introduttivi possono annoiare chi li conosce già, mentre se vanno troppo in profondità rischiano di fare spoiler. Come conciliate le due esigenze di panel interessanti e spoiler-free? Seguite accorgimenti particolari?

Ecco, come già detto puntiamo sempre al divertimento. Speriamo che nessuno si annoi. Chiaramente qualche tecnicismo, ogni tanto, è necessario, ma evitiamo quando possiamo per prediligere l’atmosfera amichevole e rilassata. Purtroppo per lo spoiler non possiamo fare granché: ci basiamo sulla messa in onda mondiale, considerando il fatto che di qualcosa dobbiamo parlare. Tento sempre di fare meno spoiler possibile, personalmente, ma a volte è necessario. Perché come già hai detto nella domanda, un panel puramente introduttivo sarebbe inutile e uno storico e tecnico sarebbe noioso. Poi tutto sta nell’abilità del panelista, ho assistito a cose potenzialmente noiose trasformate in piacere da un bravo oratore.

Siamo sempre aperti a suggerimenti, ad ogni modo.

The end: il lancio delle lanterne Bristish style (foto di Labirinto Shop: https://www.facebook.com/pages/Labirinto-Shop/178199998899380?fref=photo )

 

Grazie per il vostro tempo e per la collaborazione. Possiamo già darci un appuntamento indicativo per gennaio 2016, sempre a Modena per lo UK Day 3?

Guarda, ora come ora non saprei. Posso dirti di si? Posso dirti di si. Posso dirti che forse forse forse sarà meglio Aprile 2016? Ho detto troppo? Forse io non ci sarò? Ho detto troppo di nuovo? Forse. Potrei dire ancora di più. Potrei dire che lo UkDay prenderà una svolta più

grossa. Sul mio personale taccuino degli appunti si parla di dieci fandom. Ok dai, stavolta ho detto troppo sul serio.

Ciao!

 

Articolo di Elena

 

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Categorie: Interviste

Elena

Vicepresidente, webmaster, addetta marketing, organizzazione eventi. "Do not go gentle into that good night, Old age should burn and rave at close of day; Rage, rage against the dying of the light." - Dylan Thomas

1 commento

Fandom e sociologia: la convention come luogo di culto | fanheart · 11 Febbraio 2015 alle 21:39

[…] dalla Big Bang 2 o l’EuroAirdotCon ad esempio, a cui fanheart3 ha dedicato due articoli -1 e 2 – con intervista ) sono sempre più numerosi, indice del desiderio di partecipare […]

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