I like your quarters (e pure noi!) – Dorian Pavus e il potere del mustacchio

TRIGGER WARNING

 

IL SEGUENTE ARTICOLO CONTIENE TEMATICHE DELICATE – SESSO, VIOLENZA, OMOFOBIA. SE PENSATE CHE SIMILI ARGOMENTI POSSANO INFASTIDIRVI, NON PROSEGUITE NELLA LETTURA.

 

SPOILER SU DRAGON AGE ORIGINS, DRAGON AGE II E DRAGON AGE INQUISITION. NON LEGGETE SE NON VOLETE ROVINARVI LA SORPRESA.

 

Nel corso degli anni, la Bioware ha avuto le sue difficoltà con la rappresentazione della sessualità (esticazzi).

Già all’uscita del primo Mass Effect, vari elementi lasciavano intuire che Kaidan Alenko, opzione romance per Fem!Shepard, avrebbe potuto passare da etero a bisessuale, diventando così un potenziale love interest anche per Male!Sherpard. I gamer più competenti e appassionati di mod, erano riusciti a trovare tracce di programming all’interno del gioco: Mark Meer, doppiatore di Male!Shepard, aveva registrato alcune conversazioni con Kaidan in cui flirtava spudoratamente col nostro biotico preferito. Sebbene non esistano dialoghi di risposta da parte di Raphael Sbarge, doppiatore di Kaidan (infatti, usando la mod per romancare (cioè «avere una relazione romantica con») Kaidan anche da uomo, quest’ultimo si rivolgerà al Male!Shepard solo come «Ma’am»), e nonostante la Bioware stessa avesse dichiarato che quei dialoghi erano stati registrati per aggirare un problema di programming (http://masseffect.wikia.com/wiki/Kaidan_Alenko nella sezione Trivia, punto 6), era più che evidente che la questione era ben diversa, e molto più complessa.

Mass Effect uscì nel 2007: non si parla poi di tanti anni fa, ma all’epoca il genere di apertura mentale presente oggi verso la sessualità era ancora un processo in divenire, poco radicato o quasi del tutto sconosciuto; considerato che la maggior parte dei fruitori del gioco, un GdR sparatutto fantascientifico, sarebbero stati adolescenti di genere maschile, quanto favorevolmente sarebbe stata accolta la presenza di un uomo apertamente bisessuale, intenzionato a flirtare col nostro virilissimo Shepard ad ogni piè sospinto? Al contrario, Liara, romance bisessuale ma femminile (o dalle fattezze femminili, visto che la razza di Liara, le Asari, è monogenere) è sempre stata presente nel franchise, ma tutto ciò è sempre stato dovuto ad un semplice, inoppugnabile fatto: quale uomo non ha fantasie su due donne?

Da lì in poi, la Bioware ha fatto da apripista, presentando in ogni suo prodotto personaggi non ostinatamente abbarbicati su un singolo gradino della scala Kinsey.

Nel caso di Dragon Age, e nello specifico di Dragon Age: Origins, avevamo Alistair e Morrigan come romance etero, e Leliana e Zevran come romance bisessuale. Un giusto mezzo che avrebbe dovuto, almeno nelle intenzioni della Bioware, accontentare un po’ tutti.

Ma non viviamo nell’ovetto Kinder, e prima che il fandom si trovi d’accordo su qualcosa i pinguini voleranno e Martin Freeman smetterà di fare il dito medio.

Viste le proteste di molti fan che avrebbero tanto voluto romancare Alistair come Male!Warden e Morrigan come Fem!Warden (e la conseguente uscita di svariate mod, cioè modifiche al gioco create dai fan, per ovviare al problema), la Bioware decise, in Dragon Age II (uscito un anno dopo Mass Effect 2, nel quale le romance avevano già cominciato a diversificarsi, nonostante l’ingloriosa assenza di una romance strettamente F/F e M/M), di dare il colpo di spugna definitivo: tutti i nostri love interest, tranne Sebastian, disponibile unicamente su DLC, sarebbero stati bisessuali.

Da un estremo ad un altro, il fandom tornava a borbottare come una caffettiera arrugginita (e daje): dove si è mai visto che tutti i tuoi corteggiatori siano bisessuali?! Non è realistico!

Ad un certo punto oso immaginare che il dev team (ovvero il team che si è occupato della creazione) di Dragon Age abbia flippato tutti i tavoli, e abbia optato per un sano: bitch, I do what I want.

Il dev team che flippa i tavoli

Così, continuando la tradizione inaugurata da Mass Effect 3 con Steve Cortez e Samantha Traynor, Dragon Age Inquisition annuncia con orgoglio il suo primo personaggio maschile strettamente omosessuale:

Signori e signore, è con immenso piacere che vi presento Dorian of House Pavus!

Dorian Pavus, Immagine Promozionale. Fonte: http://img2.wikia.nocookie.net/__cb20140927223651/dragonage/images/0/0e/Dorian_promotional_inquisition.png

Vincitore, assieme ad Iron Bull, Sera e Krem, del GLAAD Award per Most Intriguing LGBT Characters del 2014, è la prova vivente che nessuno resiste al moustache.

Non mi credete? Andate a leggere il thread di Reddit a lui dedicato, nel quale inossidabili giocatori maschi etero non solo professano imperituro «lots of bro love for the D» (no homo, bro, no homo), ma addirittura preferiscono lui ai love interest femminili, decidendo di romancare the hell out him, e con malcelato entusiasmo: http://www.reddit.com/r/dragonage/comments/2nd5i6/so_how_many_other_straight_males_romanced_dorian/

Ecco alcuni dei miei commenti preferiti:

NumberOneTheLarch: «That moustache is too on point, sorry Cassandra.»

MagillaPl: «well at first i was skeptical towards the D since he seemed kinda cliche but i really like him and plan to use all the flirting lines until it will be obvious something is going to happen.

but other than harmless fun, i’m gonna bang the fuck out of Cass, nothing like a warrior woman:D

still lots of bro love for the D. yeah.»

CeruSkies: «I actually dislike Josephine and I don’t think Cassandra played out well. I got the feeling she was a total badass back in DA2 and I would love to see her cracking up, but most of that is just her being goofy somehow.

Oh who am I kidding, fuck this. Dorian is well written and real as fuck, I love him.

#d0r1an4lyfe»

lesser_panjadrum: «Dorian gets his own axis on the Kinsey scale».

 

Perché è vero! Dorian è unico, e se tutte queste smancerie al miele candito non riescono a convincervi, ascoltate la sua storia:

Dorian Concept Art. Fonte: http://img4.wikia.nocookie.net/__cb20141215194634/dragonage/images/d/da/Inquisition_Dorian_concept_4.png

Dorian è originario del Tevinter. Per comprendere meglio la società del Tevinter, vi basta pensare al nostro Impero Romano. La divisione di classe separa non solo i maghi dai non maghi (i cosiddetti «soporati»), ma tra maghi di nobile lignaggio («altus») e popolani («laetan»), e tra uomini liberi e schiavi.

Mentre nel resto del Thedas i maghi vengono rinchiusi nei Circoli e controllati a vista dai templari, e in ogni caso guardati con sospetto e perseguitati, nel Tevinter la magia viene esaltata, addirittura ricercata. Le famiglie nobili basano tutto il loro valore e il loro ascendente politico su quanta magia riescono a comandare: il bisogno ossessivo di accumulare sempre più potere viene soddisfatto sia tramite «careful breeding», ossia i matrimoni vengono concordati a seconda di quanto potenziale magico scorra nelle vene dei due sposi, sia con sacrifici umani. Infatti, il modo più rapido per ottenere enormi quantità di potere magico è usare il sangue, e la magia del sangue di conseguenza: poco importa che sia quello del mago che lancia l’incantesimo, o di uno schiavo di sua proprietà.

Non tutti nel Tevinter ricorrono alla magia del sangue, ma se si vogliono scalare i ranghi del potere, e diventare dunque un Magister – un nobile membro del Senato, secondo solo all’Arconte – di certo un sacrificio di tanto in tanto aiuta, se non altro a schiacciare gli avversari.

Dorian, quindi, porta il peso di gigantesche aspettative fin dalla nascita. Rampollo viziato e coccolato della nobile casata dei Pavus, e dunque un «altus», è il prodotto di un matrimonio non d’amore, ma calcolato al fine di procreare il «mago perfetto». Suo padre, un Magister, gli concede tutto: ricchezza, privilegi, il miglior mentore che si possa sperare, il Magister Gaeron Alexius, nella speranza che un giorno Dorian diventi Arconte, e quindi dominatore assoluto del Tevinter.

Ma Dorian, troppo indolente e dall’animo più nobile di quanto si possa pensare, non vuole ricorrere alla magia del sangue – «l’ultima risorsa di una mente debole». Non possiede schiavi, sebbene non condanni apertamente la schiavitù in quanto tale, e nemmeno desidera un matrimonio convenzionale.

Infatti, Dorian «prefers the company of men».

Nel Tevinter, dove la procreazione è il solo ed unico mezzo per la sopravvivenza delle famiglie nobili, l’omosessualità non è reato, ma non viene nemmeno ben vista: è un’aberrazione, una vergogna, da tenere segreta nel privato, e mai portata oltre la camera da letto.

Così, quando Dorian dichiara di non avere intenzione di continuare a fingere, e di voler vivere la sua sessualità apertamente, suo padre monta su tutte le furie. In preda alla disperazione, decide di ricorrere all’ultima risorsa:

Effettuare un rituale del sangue, per cambiare Dorian. Per renderlo «accettabile».

Questo ci colpisce tutti, e molto da vicino. Comportamenti simili, atti a censurare determinate inclinazioni, sono tutt’oggi una realtà.

Fortunatamente, Dorian scopre il piano del padre, e fugge.

Lui, che non ha mai affrontato gli estremi della vita prima di oggi, si ritrova sulla strada, solo e disperato, tradito dalla sua famiglia e senza possibilità di tornare indietro. Decide, allora, di fare ciò che non ha mai fatto: la cosa giusta. Avendo intuito che Alexius, unitosi da poco alla setta dei Venatori, sta tramando qualcosa nel Ferelden, lo segue a sua insaputa.

Se decidete di cercare l’aiuto dei maghi, nella quest «In Hushed Whispers», troverete Dorian nella chiesa di Redcliffe, intento a massacrare demoni a colpi di bastone – no, non quello, debosciati!

Vi dirà tutto quello che sa su Alexius, sui Venatori, e sul loro padone, «The Elder One». Insisterà che, sebbene venga dal Tevinter, non vuole avere niente a che fare con i piani del Magister, anzi, vuole aiutare.

Dopo la conclusione di «In Hushed Whispers» – che non vi spoilero perché non sono così sadica – potrete decidere se permettergli di entrare nell’Inquisizione, o buttarlo fuori a calci.

Buttarlo fuori a calci? Lui? Questo sassy mustacchio?

Passiamo alla romance, va’.

ROMANCE

 

Per iniziare una romance con Dorian, oltre a flirtare con lui senza ritegno o vergogna alcuna, dovrete dimostrarvi disponibili ad ascoltarlo, a comprenderlo, e ad avere una mentalità molto aperta e un animo generoso. Dorian, sotto la spocchia e il sarcasmo al vetriolo, è estremamente sensibile e insicuro, e una volta che sarete entrati in confidenza con lui si dimostrerà un vero amico (nel caso di una Fem!Inquisitor, arriverà addirittura a definirvi la sua migliore amica).

ATTENZIONE:

Esiste un bug, non ancora risolto, che non fa scattare la missione personale di Dorian, una volta raggiunto il giusto livello di approvazione. Per ovviare a questo problema, vi consiglio di far salire la sua approvazione per gradi.

  • Parlate e flirtate con lui quanto più potete mentre vi trovate a Haven.

  • Una volta arrivati a Skyhold, andate alla War Table, e iniziate la quest «Dorian’s Request». Questa missione, una volta completata, attiverà sulla mappa tre obiettivi: tre gruppi di Venatori da ammazzare, due nelle Hinterlands e uno nelle Exalted Plains, con Dorian presente nel party – ovvero, la quest «One less Venatori».

  • Andate a cercare uno degli obiettivi, ammazzatelo, controllate che Dorian abbia approvato, E NON ANDATE DAGLI ALTRI.

  • Tornate a Skyhold, parlate con Dorian, e se vi scatta la cutscene in cui Dorian parla della sorte di Felix, dovrebbe apparirvi un punto esclamativo al piano inferiore della torre.

Questo segna l’inizio della quest personale di Dorian, «Last Resort of Good Men».

Madre Giselle – segnata dal punto esclamativo – vi informerà di aver ricevuto una lettera dal padre di Dorian, Magister Halward Pavus: l’uomo è preoccupato per il figlio, e vuole organizzare un incontro segreto, senza dirgli nulla. Un emissario di Halward aspetterà Dorian e madre Giselle alla taverna di Redcliffe, per provare a convincerlo a tornare a casa.

Potete decidere se dire a Dorian della lettera, o assecondare le intenzioni del padre e tenergliela nascosta. In ogni caso, non vi saranno grosse variazioni di approvazione, anche se, se deciderete di scortarlo all’incontro senza rivelargli di cosa si tratta, avrete occasione di scusarvi in seguito, e guadagnare così pochi punti in più.

Che gli diate la lettera o meno, sostituirete madre Giselle, e vi recherete con Dorian a Redcliffe. Lì, troverete ad aspettarvi il padre di Dorian in persona.

Dorian, in un impeto d’ira, sputerà fuori tutta la verità: lui è omosessuale, e suo padre non lo ha mai accettato, anzi, ha cercato di cambiarlo con la magia.

Qui avete due scelte:

  • Tentate di far riappacificare Dorian e suo padre. Certo, il passato non si può cancellare, ma almeno Halward ammetterà di aver tradito la fiducia di Dorian, di essersene pentito, e lo supplicherà di perdonarlo. Dorian ci penserà su, anche se non sarà facile recuperare il rapporto.

  • Portate via Dorian senza che lui e suo padre abbiano la possibilità di riappacificarsi. Dorian vi disapproverà, poiché, nonostante suo padre l’abbia ferito in maniera inimmaginabile, gli vuole ancora bene.

Una volta tornati a Skyhold assicuratevi che stia bene, e se sceglierete la risposta romance, darete il via alla relazione.

Ma, attenzione! Non avete ancora finito! Infatti esiste una quest personale specifica per la romance di Dorian, «The Magister’s Birthright».

Quando Dorian è fuggito dal Tevinter era senza un soldo, così ha dovuto vendere ad un mercante senza scrupoli l’amuleto con simbolo della sua casata, che nella società del Tevinter certifica la sua nobiltà.

Beccare la quest è difficile. Andate nella rotonda dove sta Solas, e vedrete un emissario di Leliana in piedi sulla sinistra. Non dovete cliccare niente, aspettate lì impalati che vi consegni una lettera dove spiega che il mercante si è messo in contatto con l’Inquisizione: vista la vostra «associazione» con Dorian (seh, te la do io l’associazione, bastardo) ci offre l’amuleto in cambio di un favore.

Andate a parlarne con Dorian, e lui sbotterà: il danno l’ha fatto lui, e lui lo risolverà. Da solo. Non vuole il vostro aiuto. Ci sono già troppe persone che vogliono strapparvi favori e abusare del vostro tempo, lui non sarà una di queste.

Ecco un’altra cosa che adoro di Dorian: è estremamente ben scritto. Non cade mai nello stereotipo della donnina dell’Ottocento, incapace di compiere azioni valide per sé stessa senza un uomo a tenerla per mano. È ostinato, indipendente, pensa con la sua testa ed entra apertamente in contrasto con voi, se necessario. Più avanti, durante la partita, vi confesserà che le vostre azioni lo hanno ispirato, e che ha deciso, a guerra finita, di tornare nel Tevinter, per aiutare la sua patria a risollevarsi dal marciume e dalla corruzione in cui è sprofondata… anche se questo vuol dire separarsi da voi (almeno per un po’. Dorian non rompe mai la relazione, anzi, decide di restare al nostro fianco anche a fine main quest, perché «there’s no you in Tevinter»).

In ogni caso, andate a Val Royeaux con Dorian presente, e incontrate il mercante. Dorian si arrabbierà, e insisterà che vuole risolvere la cosa da solo. La scena che segue fa rimpiangere a tutti noi i non detti di Bilbo Baggins ne «La Battaglia delle Cinque Armate».

Il mercante vuole entrare in una gilda mercantile che però non accetta popolani. Se siete un qunari, potete intimidirlo per farvi consegnare l’amuleto senza ulteriori preamboli – Dorian disapproverà un po’ – se invece siete di una qualunque altra razza sarete costretti ad accondiscendere alla richiesta, e tornerete a Skyhold per attivare la quest sulla War Table… Non prima che Dorian vi sibili tra i denti che non vuole discutere.

A quest conclusa, e una volta restituitogli l’amuleto, Dorian vi spiegherà la ragione per cui non voleva il vostro aiuto: ora sembrerà che lui vi stia usando. La vostra relazione apparirà, agli occhi di tutti, di convenienza, e il vostro valore e capacità di giudizio saranno messi in discussione. Dorian non vuole essere un peso, vi ama troppo per esserlo. Rassicuratelo, e lui si scuserà – con un bel bacio.

Una volta che Dorian vi avrà raggiunto nelle vostre stanze – basta entrare nei vostri appartamenti dopo avergli parlato – avrete la vostra scena di sesso. Potete anche decidere di non farlo, e di dire chiaro e tondo a Dorian che volete una relazione stabile, e che quindi volete aspettare. La romance scatterà comunque, e anzi Dorian rimarrà ammirato dalla vostra decisione, sebbene un pochino deluso dal non potervi mettere le mani addosso.

Dopo esservi debitamente rotolati nelle lenzuola (arf), Dorian vi chiederà dove sta andando il vostro rapporto. Ora che vi siete divertiti è disposto a farsi da parte, se si tratta solo di una botta e via – anzi, se lo aspetta. Se decidete d’imbarcarvi in una relazione seria, Dorian rimarrà senza parole: da dove lui viene, niente tra due uomini è permanente, o importante, ma solo per piacere. Sarebbe stupido presupporre il contrario.

«So let’s be foolish.»

Dorian è terrorizzato dall’idea di perdervi, dall’essere rifiutato da voi come gli è già successo in passato. Il fatto che vogliate restare al suo fianco e che lo amiate non solo lo spiazza, ma lo riempie di gioia.

Dorian Romance Tarot Card. Fonte: https://36.media.tumblr.com/0f188776f48a70ef25def73a66edd8ea/tumblr_ng6674rHUm1rq6fmyo1_500.jpg

Congratulazioni! Siete diventati amatus!

Vorrei concludere questo articolo lasciando la parola ad una cara amica, Viviana. A mio modesto parere, lei descrive molto meglio di me ciò che rende speciale Dorian.

Maker be with you!

In qualità di fangirl, sappiamo benissimo quanto i nostri amati personaggi riescano a riempirci di feels ventiquattro ore al giorno; noi, però, incuranti di tutto il resto continuiamo ad amarli e a struggerci per loro. Personalmente ho sempre apprezzato una storia capace di insegnarti qualcosa, una storia che quando finisce riesce comunque a tenerti compagnia, a scaldarti in qualche maniera. Probabilmente perché anche io amo scrivere, e, quando scrivi, una delle componenti più importanti è l’empatia. Mettersi nei panni di qualcun altro: gioire della sua felicità e provare compassione per il suo dolore.

Quello che trovo sia particolarmente brillante nel lavoro della Bioware è la loro straordinaria abilità nel far leva sulla tua empatia, offrendoti dei personaggi la maggior parte delle volte perfettamente credibili. Sì, okay, combattono draghi e lanciano incantesimi, ma raramente mi sono trovata di fronte a personaggi così umani. Ciò che mi stupisce è soprattutto il non aver giocato a Dragon Age: Inquisition (errore al quale rimedierò appena ho un minuto) e il riuscire ad empatizzare con un personaggio in quello che può essere un video da 23 minuti di Youtube dimostra quanto i personaggi siano solidi e quanto siano rilevanti anche se estraniati dal loro contesto.

Sarò sincera: dopo aver visto la storia di Dorian, mi sono sentita una persona migliore. Non è una di quelle frasi dette tanto per dire. Mi ha davvero lasciata con una sensazione positiva addosso e l’esperienza che lo ha toccato la sento particolarmente vicina. A prescindere dalle ragioni del problema (al di là della sessualità, che come dice Dorian stesso, non è il “solo” problema per il padre), quasi ognuno di noi avrà avuto esperienza in vita di ciò che significa “essere il figlio perfetto”. Ogni giorno, per quanto cerchiamo di fare del nostro meglio, non riusciamo mai ad avvicinarci a questa fantomatica categoria di perfezione. Dorian è il personaggio tramite il quale riesci a vedere tutto questo: capisci di non essere solo in una battaglia estremamente umana. Dorian ti dimostra che è normale avere paura, che è normale soffrire, ma che alla fine della storia –della tua storia – dovrai sempre mettere te stesso davanti a tutto. Perché non è un comportamento egoista, ma soltanto la giusta dose di amor proprio per non ritrovarti a spendere la tua “entire life screaming on the inside”. E questo, secondo me, è il miglior messaggio che ci si possa portare a casa.

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St. Mary