Salone del Libro di Torino: Secondo Giorno al SalTo 26

Capitolo 2

Come vola il tempo quando ci si diverte! E difatti a già passato anche il secondo giorno del Salone del Libro di Torino. Giornata fitta fitta di incontri di libri, autori e amici. È stata una giornata lunga e piena di scoperte, rincorrersi tra un evento e l’altro, uno più interessante del precedente.

Siamo partiti subito con l’Irlandese John Patrick McHugh ed il suo romanzo di esordio, Fine primo tempo.

John Patrick McHugh

Fine primo tempo è un romanzo di formazione ambientato nel 2009 dove il diciassettenne John vive la sua adolescenza in Irlanda tra il calcio gaelico, l’amicizia, i primi amori e i rapporti famigliari. È un romanzo che parla molto ai millennials che hanno vissuto quella fase ibrida dei social e della tecnologia che in poco tempo e diventata parte della nostra quotidianità. Affronta tematiche come la mascolinità e le dinamiche emotive vista da un punto di vista maschile, che forse non troviamo più tanto spesso tra le nuove uscite.

Fine primo tempo è anche il quinto romanzo della piccola (ma grande) realtà editoriale Heloola Books, che dal 2019 ci presenta piccoli gioielli che vale la pena recuperare, oltre, ovviamente, ai libri che propongono per il loro fighissimo book club!

Abbiamo assistito la presentazione di Un’ottima famiglia di Stefania Andreoli (edito Rizzoli). Che ci ha offerto una lucida riflessione sulla famiglia moderna, cosi detta “normale”. Attraverso la narrazione di Giulia, una amica della “classica famiglia del mulino bianco”, testimone di un atto violento, apparentemente inspiegabile, Andreoli ci porta a riconsiderare la disfunzionalità nella famiglia moderna.

Stefania Andreoli

Siamo poi volate al padiglione Oval dove si è tenuta la presentazione del libro Sguardi fuori campo. Fotodocumentarismo femminile e identità italiana nel secondo dopoguerra di Romina Zanon. Nel suo libro Romina vuole colmare le zone d’ombra della fotografia italiana femminile. In particolare ci fa scoprire l’incredibile e interessante storia delle donne fotografe che nel secondo dopoguerra hanno intrapreso viaggi incredibili alla scoperta e alla documentazione della realtà sociale, culturale, paesaggistica di un Italia in trasformazione. Dove la tradizione si mischia con l’innovazione.

Romina Zanon

Un’altro importante evento, a cui abbiamo avuto la fortuna di assistere, è stato quello con Daniela Lucangeli, autrice di La scuola che vorrei (edito Erikson). Lucangeli, nei cinque minuti iniziali, scardina decenni di convinzioni didattiche errate e ci invita a guardare oltre alle Indicazioni Nazionali e ad interrogarci su quali Magister vogliamo essere.

Daniela Lucangeli

Veronica Raimo ha poi parlato del suo libro Non scrivere di me. La storia è quella di S., di cui non conosceremo mai il nome. S fa la cameriera e disprezza quasi tutto e tutti e la colpa è di Dennis May, l’uomo che amava e anche l’uomo che l’ha violentata. Ma ora Dennis è morto.

Veronica Raimo

Non scrivere di me parla di un tema scomodo, ma di cui non si parla mai abbastanza con un tono forse secco, a tratti ironico, ma capace di trasmettere emozioni forti. Veronica Raimo ci dice che riconoscere cosa ci fa male non sempre aiuta a distanziarsi da esso.

Non abbiamo resistito a partecipare all’incontro con gli Eugenio in Via di Gioia che ieri ci hanno dato solo un’assaggio della loro bravura (Non ci siamo assolutamente innamorare, eh!).

Eugenio in Via di Gioia

Alla presentazione del loro primo libro Storie di una band che non si è ancora sciolta, abbiamo assistito ad una divertentissima competizione di aneddoti che ha visto Emanuele, finalmente, vincente e all’immancabile miniconcerto con nuove e vecchie canzoni. Se vi abbiamo intrigato scopriteli su Spotify e non perdetevelo al Forum di Assago il 5 Maggio 2027.

Siamo poi andate ad un appuntamento, ormai abituale qui al Salone del Libro con Elisa De Marco (Elisa Teue Crime) che ci ha parlato di Storytelling etico, ovvero sia come dovrebbero essere raccontate le storie di crime alle nuove generazioni, senza scadere nei toni sensazionalistici, ormai troppo usati e abusati nei media tradizionali. Porta la sua esperienza con i social, in particolare YouTube, che accorcia la distanza con l’utente dando la possibilità di affezionarsi a casi che sono stati in gran parte dimenticare.

Elisa De Marco

Ci ricorda di usare sempre particolare sensibilità quando si tratta di casi crime. In particolare, consiglia alle nuove generazioni di podcaster e youtuber di raccontare casi di crime, solo se sentono veramente compreso quello che vogliono condividere e ne sentono la necessità di farlo. Si raccomanda di usare empatia, ricordando sempre che dall’altra parte ci sono dei famigliari che hanno sofferto e ancora soffrono una perdita difficile da comprendere e spiegare.

Ultimissimo incontro con due pezzi forti della letteratura contemporanea italiana: Nicolò Ammaniti e Antonio Manzini. Che ci hanno fatto morire dalle risate con un loro racconto inedito scritto a quattro mani: La Sfida.

Nicolò Ammaniti e Antonio Manzini

Il protagonista, uno scrittore sull’orlo del fallimento si trova a dover competere in una realtà parallela con dei mostri sacri della letteratura usando come arma solo titoli dei libri che ha scritto.

Avete preso nota spero. Per oggi abbiamo concluso questo secondo giorno di Salone del Libro. Ci si vede domani con il resoconto del terzo giorno.

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