Che vita sarebbe senza Sherlock Holmes?

O anche: di quella volta che ho pensato ad un mondo senza Sherlock Holmes e mi è venuto un attacco di panico.

 


Ieri ricorreva l’anniversario della nascita di Sir Arthur Conan Doyle (22 Maggio 1859)

Quest’uomo ha scritto libri e saggi che ancora oggi sono oggetto di studio, revisione e ri-adattamento, ma soprattutto è ricordato per essere il “papà di penna” di uno dei personaggi letterari più conosciuti del mondo: Sherlock Holmes.

Dall’introduzione di Oreste del Buono ad una delle tante edizioni di “Uno studio in rosso”, ho appreso che Doyle iniziò a scrivere del detective di Baker Street all’età di ventisei anni, dopo una laurea in medicina: poiché l’esercizio della professione nel suo studio a Southsea non andava granché bene, Arthur (dite che si offende se lo chiamo per nome?) dedicò del tempo alla sua ambizione letteraria e, ispirandosi al dottor Joseph Bell, suo maestro alla facoltà di medicina di Edimburgo, creò il primo personaggio capace di applicare il metodo scientifico alla risoluzione dei crimini più efferati della Londra vittoriana. Dunque grazie alla fantasia dell’autore e all’indovinato espediente letterario del Dottor Watson come narratore, Arthur ci ha donato un personaggio così fantastico, che oltre ad essere di per sé fonte di ispirazione, è stato modificato in tutti i modi possibili per creare serie tv, film, libri e perfino manga.

Ma proviamo a pensare per un attimo, a tutti i possibili “cosa sarebbe successo se…?”

fanheart3 sherlock holmes bye bye...

Per esempio, cosa sarebbe successo se Arthur si fosse arreso davanti ai primi aspri rifiuti da parte di alcuni editori che gli rimproveravano la lunghezza dei racconti o il suo modo di fare letteratura? Cosa ne sarebbe stato di Sherlock Holmes se l’editore dello Strand Magazine non avesse cominciato a rompere le scatole ad Arthur per avere altri racconti del detective ed il suo fidato Boswel? Beh, ad esempio non avremmo serie tv quali i vari CSI, Dr House, Bones, e tanti altri personaggi che sono palesemente ispirati alla figura di Holmes, nel lavoro che svolgono o nella loro personalità. Inoltre non avremmo serie tv che sono un adattamento dei libri stessi di Doyle, quali Elementary, Sherlock Holmes della Granada o l’ultima serie su Sherlock targata BBC (il pensiero che quest’ultima possa non esistere mi fa venire un’immensa tristezza).

O ancora, immaginate se la mamma di Arthur, quando lui ad un certo punto vedeva
addirittura il fantasma di Holmes nella stanza dove scriveva (e quindi avrebbe voluto sbarazzarsene) non avesse detto al figlio “E no ciccio, adesso vai avanti a scrivere altrimenti a letto senza cena”? Adesso avremmo solo il ricordo triste di Watson che avrebbe passato il resto della propria vita senza la sua anima gemella e il suo migliore amico.

Purtroppo però ad un certo punto Arthur deve aver raggiunto il limite e, sull’orlo di
una crisi di nervi, ha deciso di far morire Sherlock Holmes alle cascate di Reichenbach, luogo che Arthur aveva visitato durante un suo soggiorno in Svizzera. E proprio lì era lo scrittore quando venne pubblicato il suo “ultimo” racconto di Holmes sullo Strand, perciò non poteva sapere che il giornale veniva tempestato di lettere che più o meno erano la versione cartacea di reaction gif su tumblr tipo questa:

fanheart3 tipico shock dei fan di sherlock holmes

Inizialmente Arthur non volle sentire discussioni a riguardo, ma quando iniziarono a subissarlo di lettere e suppliche, il povero dottore dovette cedere alle richieste e
ricominciò a scrivere del detective che, anche se aveva molti aspetti in comune con il suo creatore – come ad esempio il fumare la pipa o indossare pregiate vestaglie da camera – rimaneva un personaggio a se stante, che non annullava il proprio creatore né ne veniva annullato. Così, grazie alla pazienza di Doyle, abbiamo la possibilità di leggere di questo fantastico personaggio ancora e ancora, di vederlo in universi paralleli e di sentirlo discutere con Freud della sua dipendenza dalla cocaina (se non sapete di cosa sto parlando, cercate i racconti apocrifi di Sherlock Holmes o fate un giro su AO3 – a vostro rischio e pericolo)

Quindi per concludere, oggi più che mai grazie Arthur per aver dato vita ad un
personaggio eterno che tante gioie e dolori ha portato al mondo del fandom.

 


Articolo di Ilaria che ringraziamo tanto, tanto, tanto per averci donato questo pezzettino di cuore e amore verso uno degli uomini più importanti per noi fan

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Cristina

Tesoriere, amministrazione, gestione social.

"A volte le cose, gli avvenimenti, sembrano accadere per caso, ma il caso non è mai casuale, è li che ti aspetta a modo suo. Vuol dire che alle volte il caso aspetta proprio te e non per caso, ma per destino appare come caso. Cogli il positivo che il caso per destino ti offre." - Alessandro Baricco