Disneyland Paris, un viaggio da sogno

Tornata da una favolosa vacanza di cinque giorni nella Terra Promessa (Disneyland Paris), la voglia di condividere con tutti voi la mia personalissima (e ci tengo a precisarlo, personalissima) classifica delle più belle attrazioni dei due parchi, Disneyland Park e Walt Disney Studios Park, è stata irresistibile!
Nata come post per facebook, si è poi convertita quasi naturalmente in un articolo per fanheart3, perché si può decisamente essere fan delle attrazioni di un parco a tema!

Devo premettere che non sono state considerate per la classifica PIRATES OF THE CARIBBEAN e SPACE MOUNTAIN: MISSION 2, perché (ahimè!) in ristrutturazione (in realtà è stata una scaltrissima manovra del parco per obbligarmi a tornare un’altra volta nei prossimi anni, ad Halloween o Natale da vedersi). Ho dovuto escludere anche STAR TOURS in quanto non sono riuscita (causa disagio da simulatore) ad affrontarla, magari la prossima volta.
Una delle cose più belle delle attrazioni di Disneyland è la cura maniacale dei dettagli, il cui livello patologico è comprensibile solo vedendole dal vivo (e prestandoci molta attenzione). Come dice una mia cara amica, “l’attrazione a Disneyland inizia già quando sei in coda”!


1) PHANTOM MANOR

Phantom Manor (foto di Susanna)

Tanto bello fuori quanto bello dentro, fa la gioia di tutti gli amanti delle atmosfere macabre ma estremamente raffinate.
Situata all’interno di Disneyland Park nell’area di Frontierland, è circondato da un magnifico giardino decadente, con tanto di cimitero che sei caldamente invitato a visitare una volta ultimato il giro (le lapidi hanno un grande senso dell’umorismo!).

“Til death…” “…do us part” “Over my dead body” (foto di Susanna)

All’interno, prima dell’inizio vero e proprio dell’attrazione, sarai condotto in un “ascensore” misterioso dove una voce spettrale ti racconterà la storia della casa (più o meno, in realtà la storia della Sposa che l’alberga ad oggi continua ad essere misteriosa e motivo d’indagine).
L’attrazione vera e propria consiste in un relativamente tranquillo (magari se avete bambini molto impressionabili sarebbe da evitare) giro a bordo di una “conchiglietta” all’interno del maniero, dove ad aspettarti troverai spettri e scheletri più o meno amichevoli.
Ridurre però la magnificenza del Phantom Manor ad una mera visita alla “casa stregata” del parco, sarebbe tuttavia ingrato, in quanto per atmosfere e colori può davvero essere paragonato ai bellissimi horror Hammer degli anni Cinquanta o, al limite, al più recente Crimson Peak di Gullermo del Toro. Un’esperienza impagabile!

Momento magico?
La scena dei fantasmi “ologrammati” che ballano il walzer nel salone principale.

Ma io ci posso andare?
Ma certo che si! È accessibile senza alcuna difficoltà davvero a tutti. Potrebbe risultare “paurosa” per i bambini piccoli molto impressionabili (ci sono pur sempre scheletri, fantasmi e porte che sbattono!). In ogni caso, a tre o quattro anni il buon vecchio sistema “mi proteggo seduto tra mamma e papà” funziona sempre alla grande!

Note negative?
Una sola, almeno per una grande fan come sono diventata io, è la quasi totale assenza di merchandising dedicato. Mi sono gettata a capofitto su una delle due uniche stampe di t-shirt disponibili. Disneyland bisogna impegnarsi di più!


2) THE TWILIGHT ZONE – TOWER OF TERROR

The Twilight Zone – Tower of Terror (foto disneylandparis.it)

Una delle attrazioni più alte e, a colpo d’occhio, più “impressionanti” del Walt Disney Studios Park, è sicuramente la Tower of Terror.
L’Hollywood Tower Hotel era un popolare albergo di lusso degli anni Trenta, quando nella notte del 31 ottobre 1939, durante una terribile tempesta, un fulmine vi si abbatté distruggendone una parte e provocando un inspiegabile fenomeno paranormale che coinvolse l’ascensore principale. I malcapitati che vi si trovavano furono sbalzati nella “Twilight Zone” (o come potremmo chiamarla noi la “Quarta Dimensione”).
Dove all’esterno sarai accolto da compitissimi (e in partissima) concierge dall’aria sinistra, la hall principale dell’albergo si rivela, come sempre, una bellezza per gli occhi, ricordando molto le ambientazioni dei romanzi di Agatha Christie. Abbandonata com’era subito dopo l’incidente, troviamo tavolini dove si giocavano partite di carte, poltrone con quotidiani aperti alla rinfusa e valigie abbandonate durante il check in alla reception.
Una volta entrato sarai condotto nella libreria dell’albergo dove un video, disturbato dalla tempesta crescente che possiamo intravedere attraverso la finestra, mostra la triste storia dell’albergo e dei suoi ospiti.
A questo punto percorrerai un corridoio fino alla sala macchine per attendere l’arrivo dell’ascensore.

foto di Susanna

L’invito nei minuti di attesa che ti separeranno dal prendere posto al suo interno (potrai controllare la sua discesa dei piani nell’indicatore centrale luminoso, rigorosamente d’epoca) è quello di guardarti intorno e gustarti ogni dettaglio dell’ambiente, come sempre curatissimo (dico solo che sono arrivati a pensare perdite di acqua finte dalle valvole… ho controllato).
All’arrivo dell’ascensore il concierge ti inviterà a prendere posto e a… goderti il giro!
L’ascensore sale sale sale… e poi scende. Per tredici piani, in pochi secondi (e poi risale…). Ma non temere, a tenerti compagnia ci saranno gli spettri degli ospiti originali e sopratutto una vista mozzafiato del parco dall’alto… quando la porta di fronte a te si aprirà!

Momento magico?
Quando sei sulla sommità, dopo la prima caduta, e la finestra si apre mostrandoti il parco esterno… per un secondo.

Ma io ci posso andare?
Dunque… direi che molto dipende da cosa ti spaventa. Tendenzialmente direi che è assolutamente da evitare per chi soffre molto di claustrofobia (perché gli ambienti vanno da chiusi a chiusissimi), per il resto è tutto sommato gestibile e una volta nella vita da provare (se non altro per ammirarne la bellezza non solo esterna).
Il dato di fatto è che sei seduto dentro un ascensore che precipita… ma ti consolo dicendo che ho visto farla a moltissime persone di fasce d’età diverse (da bambini anche molto piccoli ad anziani) e sono sopravvissuti tutti, più o meno.

Note negative?
Direi che non ce ne sono! Forse farei durare un attimo di più il momento in cui ti trovi in alto e vedi fuori, sia perché molto bello che perché aumenta l’ansia, però è davvero il pelo nell’uovo.


3) PETER PAN’S FLIGHT

Peter Pan’s Flight (foto disneylandparis.it)

Bellissima. Forse il momento più “sognante”, per chi scrive, di questo viaggio a Disneyland è stato fare questa giostra.
Considerata una delle tre “classiche” di Disneyland Park, si differenzia dalle sorelle, dedicate rispettivamente a Biancaneve e Pinocchio, per una costruzione sia tecnica che scenografica più ardita.
Al posto infatti dei classici “vagoncini” che portano gli ospiti nel tour, troviamo dei piccoli velieri a cinque posti fissati sulla sommità ad una rotaia che li lascia, oltre che in sospeso sulla scenografia, anche liberi di “ondeggiare” ricreando al contempo l’illusione sia del mare che, ovviamente, del volare nel cielo.
Accompagnato della note di “You can fly” volerai sopra i tetti di Londra e tra la stelle, per arrivare all’Isola Che Non C’è e assistere allo scontro tra Peter e Capitan Uncino.
Non tornare bambini per poco a questo punto, ti assicuro, è davvero impossibile (e forse, ma dico forse, qui mi stavo un pochino commuovendo, ma non diciamolo troppo forte!).

Momento Magico?
A livello soggettivo, volare tra le stelle mi ha provocato (per fortuna che è buio e la gente guarda in giro!) quel sorriso e sbrilluccichio negli occhi tipico solo di quando hai quattro o cinque anni e vedi una cosa bellissima per la prima volta. Spero di aver reso l’idea.

Ma io ci posso andare?
Direi di si! Se hai bambini è un “must” assoluto e in ogni caso piacerà sicuramente anche a te. Potrebbe, e dico potrebbe, dare un po’ fastidio a chi soffre molto (MOLTO) di vertigini perché, per quanto, sei pur sempre sospeso in aria. Però la scenografia concorre molto a distrarre e il consiglio è comunque quello di provare almeno una volta perché ne vale la pena. Tantissimo.

Note negative?
Negative non direi, per gusto personale (forse da adulta) ho preferito molto di più la prima parte (volare sopra Londra, tra le stelle e L’isola) alla seconda con le riproduzioni illuminate dei personaggi. Però lì si scende sul gusto personale, più che sul negativo.


4) CRUSH’S COASTER

Crush’s Coaster (foto disneylandparis.it)

Dopo averne sentito decantare le lodi da molti, provarla era quasi un obbligo. Non amando molto le giostre che prevedono il girare su sé stessi (vedi le famose “tazze”), ammetto che non ero particolarmente entusiasta. A questo si è unita un’esperienza di coda piuttosto lunga e stancante, con tanto di momentanea interruzione dell’attrazione per problemi tecnici (pro: abbiamo assistito alla riparazione e ai test di prova in diretta).
Considerato tutto questo, l’entusiasmo che ho provato durante il giro, al punto da arrivare ad inserirla tra i primi posti in classifica, è testimonianza definitiva di quanto in effetti sia davvero un piccolo gioiellino.
Dedicata al film Alla ricerca di Nemo e ospitata nel Walt Disney Studios Park, l’attrazione ha come scopo quello di ricreare l’esperienza del pesciolino e dei suoi amici all’interno della Corrente Australiana, molto vorticosa e a tratti violenta.
L’ambiente esterno, che attraversi durante la coda, ricorda quello di una spiaggia lungo la quale puoi ammirare non solo la flora e fauna locale, ma anche leggere tutti i cartelli segnaletici che ti avvisano della pericolosità di quello a cui vai incontro.
Una volta dentro, verrai fatto salire su un guscio di tartaruga gigante che può ospitare un totale di quattro persone, con due posti a visuale anteriore e due posteriore (questi ultimi sono i più temuti! Io ho viaggiato davanti, ma dicono che l’esperienza cambi molto quando inizi di spalle).
La partenza è veloce, ma non eccessiva, e il guscio ti accompagna in un breve percorso al buio “in fondo al mar”, dove puoi ammirare la magnificenza dell’allestimento che ricorda la barriera corallina.
A questo segue una salita abbastanza ripida (che chi è seduto dietro farà al contrario!) che annuncia l’inizio del roller coaster vero e proprio.
L’ambientazione interna è meravigliosa e il percorso, che procede con un andamento vagamente a spirale, ti consente di ammirare al meglio e da tutte le angolazioni la scenografia e la luminosità “soffusa” del fondale. I gusci a questo punto, oltre a correre sulla rotaia, gireranno su loro stessi (con moto regolare) così da ricalcare maggiormente l’effetto vortice.

Momento Magico?
Quando ti trovi nel mezzo della corrente, circondato dai riflessi luminosi.

Ma io ci posso andare?
Non farti ingannare dalla location “simpatica”: è un roller coaster a tutti gli effetti! Un po’ meno veloce dei soliti e privo di giri della morte, ma con molti elementi in più che potrebbero infastidire, primo fra tutti il fatto che ruoti su sé stessa (anche in curva).
Se soffri di nausea facile, forse è il caso di passare ad altro.

Note negative?
Personalmente ho trovato molto caratteristica del fondale marino la prima parte, mentre nel tratto del roller coaster vero e proprio l’effetto si perde un po’ e, non fosse per il movimento “da corrente oceanica”, si potrebbe confondere con un cielo stellato.


5) ROCK’N’ROLLER COASTER (STARRING AEROSMITH)

Rock’n Roller Coaster Starring Aerosmith (foto disneylandparis.it)

L’ansia che mi opprimeva al suo ingresso è paragonabile a poco. Da amante dei roller coaster non potevo esimermi, ma era la prima volta che ne approcciavo uno al chiuso e temevo cosa sarebbe successo.
La paura nel corso dell’attesa non mi ha però impedito di osservare, nonostante non sia una delle attrazioni di punta del parco, la cura maniacale che anche in questo caso è stata messa nei dettagli.
Situata nel Walt Disney Studios Park, ricostruisce uno dei più importanti studi di registrazione di Los Angeles dove gli Aerosmith ci aspettano (magari!) per farci provare una nuova e intensa esperienza musicale.
La fila si snoda lungo corridoi che sono un vero e proprio tempio del Rock, dove vengono celebrati con poster e oggettistica varia, tutti i principali artisti, dai Led Zeppelin a David Bowie. Ti capiterà anche di trovarti fuori dalla porta della sala prove dove sarai invitato da severi cartelli a fare silenzio.
Una volta entrato nello studio di registrazione vero e proprio, gli Aerosmith (in un video, ovviamente) ti accoglieranno entusiasti del fatto che tu abbia accettato il loro invito a prendere parte a questo esperimento. Stanno ultimando il lavoro e a breve saranno pronti per offrirti un’esperienza rock indimenticabile.
A questo punto sei arrivato all’ultimo step e invitato a salire sul roller coaster vero e proprio. La struttura è simile a quella delle montagne russe classiche (in questo caso con l’aspetto di una lunghissima limousine), con i vagoncini sistemati uno in fila all’altro. Ognuno di questi è dotato di due altoparlanti, uno per lato, che consentiranno agli ospiti una percezione del suono quasi perfetta durante l’intero giro.
Una volta salito, se non sei troppo avvinto dall’ansia, puoi sentire Steve Tyler darti le ultime indicazioni e augurarti buon divertimento.
Scatterà a questo punto un conto alla rovescia, mentre le insegne luminose ti ricordano che è importante tenere bene indietro la testa, al termine del quale sarai letteralmente “sparato” sulla rotaia.
Era la prima volta che sperimentavo una partenza con spinta propulsiva (e non con salita e discesa) e devo dire che è un’esperienza piuttosto… elettrizzante!
Non ti resta che goderti la corsa sfrenata tra luci stroboscopiche, da palcoscenico, insegne luminose e la musica degli Aerosmith! L’intenzione è quella di farti “cavalcare la musica” e direi che ci riesce in pieno.
Per ogni vagoncino è previsto un medley diverso di due brani, nel mio caso si trattava di Walk this way e Love in an elevator (che per l’occasione si trasforma immancabilmente in Love in a roller coaster). Adrenalina pura!

Momento magico?
La partenza da cardiopalma con i riflettori che si accendono in crescendo a ritmo prima di infrangerti sulla scritta Aerosmith.

Ma io ci posso andare?
Non mi sembra il caso di mentire dicendo che è un’esperienza adatta e alla portata di tutti. Se hai paura in generale dei roller coaster e di tutto quello che li caratterizza: velocità (e mi sento di rimarcarlo: velocità), giri della morte, altezza (anche se qui il buio aiuta) e in questo caso anche dei luoghi chiusi, è meglio passare ad altro.
Severamente vietato invece a chi soffre di epilessia e in generale non ama i giochi di luci troppo arditi, potrebbe trovarla molto disturbante.
Ovviamente tutto questo è comunque ampiamente segnalato all’esterno.

Note negative?
I miei amici lo sanno, amo i roller coaster ma sono una vecchia brontolona quando si tratta di sicurezza: io una cinturina “fisica” proprio di quelle vecchio stile che si agganciano, la metterei sempre (qui ci si affida solo alla tecnologia). Che per quanto siate ultra attenti nei test comunque nella vita non si sa mai. Che se si sgancia tutto e ti trovi su muori comunque, però… non si sa mai.
C’è sul carosello dei cavallini dico, non vi costa niente. Su, dai.


Si conclude così la prima parte della top 10 dedicata alle attrazioni di Disneyaland Paris!
Come sopra detto, si tratta ovviamente di una classifica basata sul mio gusto personale e su quest’unica vacanza disneyana che sono pronta in ogni caso a ripetere (così da poterla aggiornare in futuro!).

Se siete interessanti a conoscere anche le posizioni dalla 5 alla 10, potete scoprirle proseguendo a questo link: Disneyland Paris, top 10 delle attrazioni imperdibili (parte 2).

Intanto non posso che consigliarvi di programmare saggiamente le vostre prossime vacanze! Passare a trovare Topolino non è mai una cattiva idea.


di Susanna Norbiato

Categorie: La parola ai fans

Susanna Norbiato

Autore

"In the end, it doesn’t matter what design we choose because it’s what’s inside the machine that’s brilliant" Joe, Halt and Catch Fire

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