Immaginate di essere un agente dell’FBI e di ritrovarvi in una piccola cittadina del Maine per lavoro; cercate un sospetto e collaborate con la polizia locale, finché ad un certo punto non vi imbattete in una foto che vi ritrae… solo che è una foto di 25 anni prima. Inquietante vero?
Ma tutta Haven lo è e, come scoprirà ben presto Audrey Parker, anche i cittadini non sono da meno dal momento che molte famiglie portano dentro il loro sangue antiche maledizioni chiamate “Troubles” (Problemi).

Questa modesta ma assai fortunata serie fa la sua comparsa nel 2010 sul canale Syfy ed è liberamente tratta da uno dei libri firmati da Stephen King, Colorado Kid. Quest’ultimo durante la serie sembra avere un ruolo cardine nei segreti che si celano inconsapevolmente dietro alla figura della protagonista, scoprendosi poi solamente uno dei vari pezzi di questo puzzle puzzle.

Il punto focale di tutta la serie è ovviamente il velo di mistero che sembra non lasciare mai né i protagonisti né la città, ormai intrisa di questa losca atmosfera sin dalla notte dei tempi, ed è per l’appunto questa stessa atmosfera a tenere il telespettatore incollato al piccolo schermo. Ogni episodio è sì un piccolo passo in avanti verso una soluzione che sembra quasi sempre allontanarsi dalla scoperta totale, ma è anche un’avventura “singola” che tratta un Problema specifico ed una lezione morale che i protagonisti (o i portatori stessi dei Problemi) imparano e di cui faranno tesoro per sopravvivere alle loro battaglie personali.

Un altro punto a favore della serie sono senza dubbio i personaggi che conquistano all’istante: come non citare il tenero e impacciato (e adorabilissimo) Nathan Wuornos o lo scapestrato ed affascinante Duke Crocker, entrambi indissolubilmente legati alla protagonista Audrey in maniera differente ma importante. Come ogni serie che si rispetti anche Haven ha la sua buona dose di figure cattive, a partire dal Reverendo Driscoll, un uomo di chiesa che però sembra racchiudere un’aura luciferina inquietante e morbosa, perennemente impegnato nel predicare contro le persone con i Problemi e istigando le persone definite “normali” ad atti di violenza contro di essi.

La Guardia poi, una milizia fondata da Vince Teagues per proteggere chiunque avesse un Problema in città e i cui membri sono riconoscibili tramite un tatuaggio raffigurante un labirinto di forma arrotondata sul corpo, da elemento apparentemente positivo si trasforma in componente negativa, rivoltandosi contro la donna che nei secoli li ha aiutati a sopprimere i Problemi nel momento del bisogno; Wayde Crocker, il fratello maggiore di Duke, viene invece accecato dal Problema insito nel suo sangue, assumendo un ruolo diametralmente opposto a quello del fratello, il quale sarà costretto suo malgrado ad ucciderlo per legittima difesa.
E infine William, che da misterioso quanto provvidenziale aiuto per salvare Audrey, si rivela essere un crudele e spietato individuo proveniente dal passato della stessa donna, il quale getta scompiglio tra lei e Nathan, asserendo infine che i Problemi non erano altro che il frutto di benevolenti regali che lui e la sua preziosa amante, ovvero la stessa Audrey (Mara nella sua prima vita), avevano donato agli abitanti di Haven. Anche qui è dunque presente la doppia visione di un singolo soggetto, l’amore costruttivo e lungamente agognato tra Nathan e Audrey e l’amore distruttivo tra William e Mara.

Bene e male dunque si mescolano in questa serie, perdendo quel valore intrinsecamente assoluto e spingendo lo spettatore a confrontarsi con sentimenti contrastanti come rabbia, paura e xenofobia, facendogli dunque capire che le cose non sono bianche o nere ma che esistono incalcolabili sfumature di grigio nel mezzo e che sta al singolo individuo scegliere dove stare e mantenere una sua coerenza.

Moltissimi personaggi all’inizio secondari prendono via via piede acquistando approfondimenti davvero interessanti, come i misteriosi fratelli Teagues, proprietari ed editori del Haven Herald, un fittizio giornale attivo dal 1684, oppure Dwight Hendrickson, “ripulitore” a servizio della Guardia, il quale si occupa di ripulire i posti colpiti dai Problemi ed inventare scuse credibili come copertura, incolpando quasi sempre delle fughe di gas alle quali, con stupore generale, molti sembrano credere.

Prodotta e girata tra Canada e Stati Uniti, questa serie ha rischiato di non avere un’ultima stagione conclusiva a causa di trattative sindacali barcollanti, ma il 28 gennaio 2014 viene firmato un contratto definitivo che garantisce un finale degno, con una stagione “due in uno” ovvero 26 episodi, il doppio rispetto alle altre, per non dover dunque incappare nelle ulteriori trattative per un’eventuale sesta stagione.

Il finale della quarta stagione ci aveva lasciato con un cliffhanger di epiche proporzioni: Audrey, Nathan, Duke, Dwight, i fratelli Teagues e Jennifer Mason sono stati condotti da quest’ultima verso un portale situato al di sotto del faro nel quale vogliono gettare William per poter quindi risolvere una volta per tutte i Problemi ed evitare di dover risvegliare la personalità originale di Audrey, Mara.
Le chiavi per aprire i portali sono quattro (come indicato dal famoso tatuaggio con il labirinto) e sono rappresentate da individui provenienti da un’altra dimensione, ovvero Mara, William, Jennifer e Dave Teagues. Il portale si apre e riescono a farvi cadere dentro William, ma il prezzo da pagare è alto: Mara si risveglia e Audrey scompare. Che cosa accadrà ora? Audrey è davvero scomparsa per sempre? E Nathan si arrenderà oppure lotterà per ritrovarla ancora una volta?

Personalmente io ho un animo romantico e ho iniziato questa serie certa al 100% di avere una coppia che avrei adorato e shippato fino alla morte (e infatti è così, Naudrey fohevah) ma sin dal primo episodio tutto il resto mi ha davvero rapita: quest’aura di mistero ti coinvolge moltissimo e anche tu ti senti un po’ parte di Haven. Lo zampino di Master King c’è e si sente anche se non rispecchia il libro e, anzi, se ne discosta molto.

So, the troubles are coming back… are you ready?


Sara

Relazioni pubbliche, social manager, autrice. "Love makes monsters of us all." - Crimson Peak (2015)

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. maggiori informazioni

Leggi la nostra cookie policy e la nostra informativa sulla privacy e sul trattamento dei dati personali.

Chiudi