Il mondo è cambiato. Lo sento nell’acqua, lo sento nella terra, lo avverto nell’aria (Galadriel, The Fellowship of the Ring)

Oggi per tutti noi è un nuovo giorno.

Da esattamente quindici ore un’epoca fatti di meme e foto manipulation che ci accompagna da più di vent’anni è giunta al termine e nel momento in cui la preziosa statuina dorata ha trovato la sua giusta collocazione fra le braccia amorose di Leonardo DiCaprio se n’è aperta un’altra, nuova, splendente, anche se forse un po’ più triste per tutti coloro che ricorderanno com’era “prima”.

Molti di voi hanno seguito la diretta notturna, fra pizza e paste aglio olio e peperoncino a tenere loro compagnia, ma per chi non l’avesse fatto, sappiate che stanotte si respirava un’atmosfera unica sui social, con gli utenti che cercavano di cogliere la loro ultima occasione per postare una battuta ad hoc e che, fra la consueta critica al doppiaggio e ai vestiti delle divine sul tappeto rosso, hanno aspettato fedelmente sei ore (2 di red carpet e poco meno di 4 di cerimonia) per sapere se Leo ce l’avrebbe fatta, uniti in un unico desiderio: quello di vederlo vincitore.

Come dicevamo già ieri:

La vittoria di Leo ha certo rappresentato il momento più importante di questa 88esima edizione – e ci ritorneremo sul finale – ma non si può certo dire sia stato l’unico di rilievo, per quanto l’insistenza sugli #OscarsSoWhite ad un certo punto abbia suscitato reazioni di rifiuto persino a noi.

Tralasceremo dunque la presentazione di Chris Rock per offrirvi un excursus su… tutto il resto, in un collage dei cinque momenti preferiti di noi tre fanheartist che ci siamo cimentate in questo articolo. Più un bonus speciale, un po’ di parte. Non vogliatecene. Non abbiamo saputo resistere.


L’Oscar ad Ennio Morricone

 

Non ci sono parole per descrivere quello che abbiamo sentito dentro quando Pharrell Williams e Quincy Jones hanno annunciato la vittoria del Maestro Ennio Morricone e abbiamo visto questo incredibile 87enne arrivare accompagnato dal figlio sul palco e commuoversi con la stessa tenerezza che solamente un uomo umile seppur geniale è in grado di avere.

L’orgoglio di poter chiamare italiana una persona di questo calibro credo sia vibrato in ogni singolo spettatore della cerimonia, ma l’importanza del momento va ben oltre i confini nazionali, perchè parliamo di qualcuno che avrebbe meritato questo premio fin dalla sua prima nomination nel 1979 e poi per tutte le altre cinque, prima di arrivare finalmente alla vittoria di quest’anno.

A voi il videoIl resto è silenzio.

http://yahooentertainment.tumblr.com/post/140193518798/standing-ovation-for-ennio-morricone


In Memoriam

 

Il momento in assoluto più toccante della cerimonia degli Oscar è da sempre il ricordo dedicato alle figure del cinema che ci hanno abbandonato nell’ultimo anno. Tutti sappiamo che vuol dire sempre lacrime e dolore.

Eravamo ben consapevoli che sarebbe stata molto dura, data la scomparsa di personaggi particolarmente legati al fandom e di cui abbiamo già parlato in altri articoli, come Leonard Nimoy, Chirstopher Lee, Wes Craven, David Bowie e Alan Rickman. Ma con loro se ne sono andate altre importanti figure che ci accompagnano da sempre e che hanno reso possibili molti dei migliori prodotti cinematografici.

Il momento è arrivato accompagnato dalle note di “Blackbird” dei Beatlescantata è suonata da Dave Grohl. Interpretazione che ha reso ancor più emozionante lo scorrere delle immagini. Inutile dire che fin dal primo personaggio presentato eravamo già tutte in lacrime.

Qui potete vedere il video:


Per il fan di Star Wars che è in ognuno di noi

 

Nelle ultime ore ci siamo imbattute in numerosi commenti di critica all’Accademy per i mancati premi all’ultimo episodio di Star Wars. La competizione diretta con Mad Max (e, in un caso, con Ex-Machina, film che ironicamente ha per protagonisti due degli attori che si ritrovano anche nella saga, Oscar Isaac e Domnhall Gleeson) ha reso molto difficile la conquista delle ambite statuette, ma per una volta (a differenza di quanto accaduto con Django, Inception, Les Misérables ed altri amati predecessori) non ce la siamo sentita di fare una campagna contro i potenziali rivali… ed ammettiamo anche che il nostro animo fandom è stato ampiamente compensato non solo dalla presenza di Daisy Ridley e dalla chiusura dell’intervento di Sacha Baron Cohen in veste di Ali G, ma soprattutto dalla scelta di porre sul palco i tre nostri droidi preferiti C-3PO, D2-R2 e (meraviglia assoluta) BB-8.

La reazione, come potrete immaginare, è stata approssimativamente questa:

http://nerdistindustries.tumblr.com/post/140187976150/we-are-all-jacob-tremblay-getting-excited-about

Visto il numero delle note al post, non siamo i soli ad averla avuta.


 

Lady Gaga

 

Abbiamo ritrovato Lady Gaga anche in questa 88esima edizione degli Academy Awards. L’anno scorso si era esibita con un mash-up tributo a “Tutti Insieme appassionatamente”. Quest’anno era tra i candidati agli Oscar per la categoria Miglior Canzone con: Til It Happens to You”. Questo brano fa parte del film documentario “The Hunting Ground” e parla delle violenze sessuali all’interno dei campus Americani.

Durante l’esibizione di Lady Gaga, che ha cantato e suonato al piano la canzone, sono usciti dalle quinte ragazzi e ragazze che lentamente hanno raggiunto la cantante e l’hanno circondata, mostrando le braccia su cui stavano scritte frasi come: “Not your fault” e “Unbreakable”.

La stessa Lady Gaga si è commossa a fine canzone e con lei anche gli spettatori, tra cui un visibilmente provato Eddie Redmayne.


Mad Max: Fury Road

 

 

Rivelazione della serata e vincitore del numero più alto si statuette (ben 6!) che comprendono Miglior Montaggio, Scenografia, Trucco, Costumi, Montaggio e Mix Sonoro, Mad Max Fury Road si conferma come quel grande gioiello visivo e tripudio di tecnica che già appassionati e addetti ai lavori conoscevano e amavano.

Molti, fra cui chi scrive, tifavano per l’Oscar alla Regia di George Miller, che purtroppo non è arrivato, ma possiamo ritenerci comunque soddisfatti.

…Soprattutto considerando la reazione comune ai molteplici premi che è emersa nel giro di pochi minuti fra gli utenti di Twitter… e addirittura in sala.


bonus speciale: Russell Crowe/Ryan Gosling

 

Due minuti ed è già OTP. I due protagonisti di The Nice Guys, film in uscita a luglio, hanno dato vita al duetto più bello della serata (dopo Kate e Leo, ovviamente). Ci spezza il cuore che non sia ancora disponibile un video in alta risoluzione, su cui fare 250 gif e da cui trarre immagini da appendere sopra il letto (e forse tutto ciò non avremmo dovuto scriverlo in effetti), ma ci consoliamo con questo post di tumblr, da accompagnare rigorosamente alla canzone “Can you feel the love tonight”.

http://idrilearfalas.tumblr.com/post/140188811940


Ma torniamo alle origini di tutto, ovvero al motivo principale per cui, ammettetelo anche voi, eravamo tutti connessi ieri sera. E’ stato lui il motore della serata e dai social al teatro, ogni meme, pensiero, timore e sogno era legato a lui…

(e al suo amico Orso a dire il vero, parte integrante dell’esperienza come la gif vuole dimostrare)

Vi lasciamo, in chiusura di questo articolo, dunque, con una carrellata di quelli più belli… prima e dopo il premio. E con un ospite… speciale. Perchè, si sa, il primo amore… non si scorda mai.

Leo before the Oscar

 

Leo dopo l’Oscar

 

E l’amore brucia l’anima

http://dreamdirectionone.tumblr.com/post/140213430909/its-been-18-years

http://billhaderismycriterioncollection.tumblr.com/post/140194139662/kate-winslet-as-leo-makes-his-oscar-acceptance

http://burt–macklin–fbi.tumblr.com/post/140215728342

Inizia ora un’era nuova, la cui la direzione non sembra più essere segnata da questo punto di riferimento sicuro (Leo senza Oscar)… il futuro sembra incerto e la nostra mente già corre agli 89esimi Oscar del 2017 e alla domanda: cosa faremo? Per chi tiferemo? Dove troveremo un degno sostituto per i nostri meme (che poi, a quanto pare, forse un sostituto non servirà)?

Intanto consoliamoci con la consapevolezza che noi ci siamo stati e abbiamo potuto essere testimoni di questi anni e di quanto avvenuto ieri sera. E un giorno, quando i nostri figli ci chiederanno “Mamma, papà, mi racconti una storia?”, noi potremmo rispondere con “C’era una volta Leonardo DiCaprio…” e avere materiale di cui parlare per almeno cinque sere successive.


By Agnese, Cristina e Susanna

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Categorie: Eventi

Agnese

Presidente, autrice.

"The only way to be happy is to love. Unless you love, your life will flash by" The Tree of Life, 2011

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