Sugarcon 2016: #nellavitaservonolibri extended edition

Sugarcon 2016: non ci sono mai abbastanza libri

Si apre oggi la sesta edizione del festival Sugarcon, organizzato dell’associazione culturale Sugarpulp di Padova. Quattro giornate dedicate alla letteratura e al cinema, con la partecipazione di autori nazionali e internazionali e panel tematici.

Nelle scorse settimane Sugarpulp ha promosso un’iniziativa per la diffusione della buona letteratura sui social tramite l’hastag #nellavitaservonolibri, che ha incontrato l’entusiasmo di tutta la redazione di fanheart3.

Abbiamo partecipato inviando dei selfie con alcune delle nostre letture preferite, trovandoci però mai veramente paghe delle nostre scelte. É stata un’occasione interessante per ripensare ad alcuni dei titoli che ci hanno accompagnato nella nostra vita, a quelli che più ci sono rimasti impressi o che in qualche modo hanno contribuito a formare i nostri gusti.

Come augurio allo Sugarcon e al suo team abbiamo deciso di fare una #nellavitaservonolibri extended editionparlando in breve di alcuni dei libri che per varie ragioni reputiamo importanti nelle nostra vita e degli autori che vorremmo che tutti conoscessero.


I libri di Elena

2016-09-21-18-51-26-3961) Il primo titolo che ti viene in mente ripensando alla tua infanzia

Mi ricordo ancora il venerdì, alle elementari, quando stavi in silenzio a braccia incrociate sopra il banco, la guancia posata sopra, mentre la voce della maestra ti scivolava addosso e ti rapiva, portandoti in mondi fantastici: in una fabbrica di cioccolato, in un ascensore di cristallo, in compagnia di un Grande Gigante Gentile, della famiglia Sporcelli e a caccia di streghe.

Il venerdì la maestra dedicava sempre qualche ora alla lettura ad alta voce e i romanzi erano quasi tutti di Roald Dahl.

Da allora i suoi libri, e le inconfondibili illustrazioni di Quentin Blake, mi hanno sempre, instantaneamente riportato all’infanzia.

Dovendo scegliere un titolo direi Le Streghe, anche se La Fabbrica di Cioccolato penso sia il suo capolavoro.

 

2) Il libro che in qualche modo ti ha cambiato la vita

Su questo non ho dubbi: Harry Potter.

Molti citerebbero un libro con maggiore significato filosofico, come L’Alchimista di Coelho, o un pezzo di storia della letteratura, come Cent’anni di solitudine.

Ma Harry Potter mi ha di fatto cambiato completamente la vita. Proprio mentre lo leggevo iniziavo anche a bazzicare per i primi forum e chat e a muovere i miei primi passi nel mondo di internet (correva l’anno 2000 o giù di lì).

Grazie alla passione per questa brillante saga, ho conosciuto persone meravigliose, da ogni parte d’Italia e non solo: ha significato davvero molto per me che avevo pochissimi amici.
Ho giocato di ruolo, sono stata smistata nella mia Casa (Corvonero forever!), ho partecipato ad eventi potteriani e, proprio a uno di questi, io e le mie amiche (conosciute sempre grazie a questa saga) ci siamo sedute ad un tavolo a caso davanti ad un gruppo di ragazze coetanee che non conoscevamo. Da lì, per me, è nato tutto: amicizie, viaggi, avventure, e tante risate.

E’ nata una comitiva che si è evoluta nel tempo, composta da persone che per me sono dei veri pilastri, e con alcune delle quali ho fondato fanheart.

 

3) Il libro che parla di ciò in cui credi e che più ti appassiona o che ti ispira particolari valori

Questa è davvero difficile. Un libro che rispecchia i valori in cui credo penso sia Il Signore degli Anelli.

E’ pieno di citazioni che amo, che rispecchiano la mia visione del mondo e che mi riempiono di entusiasmo e compassione ogni volta che rileggo i libri.

Alcuni degli esempi più importanti:

 

Frodo: “Avrei tanto desiderato che tutto ciò non fosse accaduto ai miei giorni!”
[…]
Gandalf: “Anch’io come d’altronde tutti coloro che vivono questi avvenimenti. Ma non tocca a noi scegliere. Tutto ciò che possiamo decidere è come disporre del tempo che ci è dato.”

 

Molti tra i vivi meritano la morte. E parecchi che sono morti avrebbero meritato la vita. Sei forse tu in grado di dargliela? E allora non essere troppo generoso nel distribuire la morte nei tuoi giudizi: sappi che nemmeno i più saggi possono vedere tutte le conseguenze.

 

 Improvvisamente la gente si trovava coinvolta, e quello, come dite voi, era il loro sentiero. Penso che anche essi come noi ebbero molte occasioni di tornare indietro, ma non lo fecero. E se lo avessero fatto noi non lo sapremmo, perché sarebbero stati obliati. Noi sappiamo di coloro che proseguirono, e non tutti verso una felice fine, badate bene; o comunque non verso quella che i protagonisti di una storia chiamano una felice fine.

 

4) Un autore che tutti dovrebbero conoscere

Premetto che sono vergognosamente ignorante riguardo ai nuovi scrittori (se non palesemente famosi) apparsi nel panorama italiano e internazionale: uno dei miei propositi per il 2016-17 è di partecipare a quanti più festival della letteratura possibile per conoscerli, appunto.

Ma parlo di un nome cui spesso ho sentito seguire un “Chi?” quando lo pronunciavo: Daphne Du Maurier.

Se vi dico Rebecca la prima moglie o Gli Uccelli in genere l’interrogativo si tramuta in un “Aaahh!” di comprensione.

Hitchcock ha adattato tre delle sue opere, ma io suggerisco tutti i suoi romanzi e racconti brevi, magnificamente scritti, intrisi di suspense, con colpi di scena magistrali.

Rebecca è un capolavoro assoluto.


I libri di Susanna

_20160922_1130351) Il primo titolo che ti viene in mente ripensando alla tua infanzia

Il Cacciatore di Draghi di TolkienEra l’estate tra la quarta e la quinta elementare e per me fu una vera e propria rivelazione.

Fino a quel momento la mia esperienza di letture “fantasy” era indissolubilmente legata alle favole classiche e alla Disney. Storie molto belle si, ma che avevano sedimentato in me l’idea che il principe o il cavaliere di turno erano più o meno tutti uguali.

Uomini senza macchia e senza paura che si lanciavano contro l’X pericolo imminente e lo sconfiggevano con tanto di ovazione popolare.

Giles era quello che inconsciamente avevo sempre sognato da una fiaba: uno scorbutico e scaltro individuo, che scaccia una bestiaccia dalla sua proprietà finendo per diventare l’eroe senza volerlo veramente. Il tutto facendo ridere, ma tanto.

Nell’anno successivo ho riletto (e mi sono fatta leggere!) quel libricino mille volte, non ringrazierò mai tanto il caro vecchio J.R.R.

 

2) Il libro che in qualche modo ti ha cambiato la vita

La risposta immediata sarebbe Harry Potter, ma la realtà è che, a ben pensarci, Harry Potter non mi ha cambiato la vita, ma semplicemente ne ha sempre fatto parte.

Intervista col vampiro di Anne Rice, per contro, pur essendo stato un “episodio isolato” nella mia vita, è colpevole di molte cose.

Non rientra nemmeno nei miei dieci libri preferiti, ciò non toglie che quando lo lessi per la prima volta da adolescente mi si aprì un mondo.

Non parlo solo del fascino che Lestat inevitabilmente esercita sulle quindicenni nerd, ma anche e soprattutto del fatto che grazie a questo libro ho scoperto il mondo delle fanfiction e (di conseguenza) del fandom.

Una dimensione che oggi ricopre un’enorme importanza nella mia vita e a cui non sarei mai arrivata se quella volta non avessi provato l’impulso di cercare online immagini di Lestat e Louis.

Della natura di tali immagini però, sarà il caso di parlare in separata sede.

 

3) Il libro che parla di ciò in cui credi e che più ti appassiona o che ti ispira particolari valori

Durante il mio secondo anno di università ho avuto la fortuna di “incappare” in quello che oggi è sicuramente uno dei libri per me più importanti.

Dei miei sospiri estremi è l’autobiografia di Luis Buñuel, un grandissimo regista cinematografico e artista del secolo scorso.

Terzo e meno noto componente del “magico trio” Dalì/Lorca/Buñuel, è tra i padri fondatori del Surrealismo e insieme a Dalì autore del film che consideriamo il manifesto cinematografico di tale movimento, Un chien andalou.

Dei miei sospiri estremi è un bagno nel cinema, nell’arte e nella libertà, raccontanti con un’inconsueta leggerezza e autoironia, nonostante la gravità delle situazioni spesso affrontate e descritte (ma dal regista de Il fascino discreto della borghesia, non ci si poteva aspettare altro).

Una lettura obbligata per gli appassionati di cinema e arte, una lettura consigliata per tutti coloro che vogliono fare un viaggio meraviglioso attraverso dei ricordi che sembrano un sogno da occhi aperti.

 

4) Un autore che tutti dovrebbero conoscere

Non è mai troppo tardi per iniziare a leggere Joe R. Lansdale.

L’ho capito nel 2009 quando una carissima amica (ciao Sara!) chiacchierando del più e del Bruce (Campbell) mi nominò per la prima volta il racconto Bubba-ho-tep, da cui era stato tratto un film con protagonista l’attore.

Confidando nel fatto che la ragazza conosce bene i miei gusti, mi precipitai in libreria alla ricerca di “qualcosa di Lansdale”.

Fortuna ha voluto che il primissimo titolo che vidi fu La notte del Drive-In, che dal retro di copertina sembrava una figata assurda. 

Fortuna nella fortuna, Drive-In non sembrava solo una figata, lo era.

Non avevo mai letto nulla scritto in quel modo, intendo proprio sul piano strettamente linguistico (tradotto poi meravigliosamente), c’era qualcosa di poetico perfino nella descrizione del sole come un gigantesco foruncolo.

Da quel momento è stato tutto un crescendo d’amore e devozione, per l’uomo che più volte nella vita è riuscito a farmi esclamare “ma come diavolo gli è venuto in mente?!”.

I grandi amori iniziano così, guardando b-movies in Texas insieme a comete sorridenti.

 

Nel 2011 proprio grazie a Sugarpulp ho potuto coronare il mio sogno d’amore e conoscere Lansdale. Un consiglio spassionato: non chiedetegli mai che fine ha fatto Bob, vi spezzerà il cuore.


 I libri di Agnese

img-20160921-wa0001

1) Il primo titolo che ti viene in mente ripensando alla tua infanzia

Avrei potuto citare Momo o Le Streghe o anche uno dei bellissimi Junior Mondadori che accompagnavano le mie estati in montagna, ma la realtà è che il primissimo ricordo che ho associato ad un racconto è Il cucciolo Tim, un libricino illustrato da Cyndy Szkeres che certo non conterà come romanzo, ma che mi viene subito alla mente quando penso alle mie prime letture. La storia di un cagnolino che cerca di fare cose troppo grandi per lui (e poi impara che, proprio perchè così piccolo, è l’unico a poterne fare altre), mi aveva talmente conquistata che passavo le serate a recitarlo a memoria. Ero minuscola anch’io all’epoca, non più grande del piccolo Tim, e forse per questo credo che tutto sia iniziato da lì. Anche oggi, a ripensarci, mi prende un moto di tenerezza che solamente qualcosa di così legato alla nostra natura più profonda può suscitare.

 

 2) Il libro che in qualche modo ti ha cambiato la vita

Anch’io non posso che citare la saga di Harry Potter. Non sono libri che mi hanno cambiato per quello che dicevano, ma perché sono stati il tramite attraverso il quale ho conosciuto alcune delle persone più importanti della mia vita. Se non ci fosse stato Harry Potter, semplicemente non sarei la persona che sono ora. Chissà, forse la vita mi avrebbe condotto a queste persone in altro modo… ma mi piace pensare che sia stato il nostro comune amore per qualcosa di semplice come un libro ad averci fatto incontrare.

 

3) Il libro che parla di ciò in cui credi e che più ti appassiona o che ti ispira particolari valori

Sicuramente I Miserabili di Victor Hugo. Un libro che parla di perdono, sacrificio, redenzione, ma anche di devozione e amore, di giustizia e fede. Gli ideali in cui credo e per cui vivo sono racchiusi fra le pagine di questo romanzo e Jean Valjean rimane per me il personaggio più bello a cui sia mai stata data vita, quello che, più di tutti, rappresenta il genere di persona che davvero vorrei essere.

C’è uno spettacolo più grandioso del mare, ed è il cielo, c’è uno spettacolo più grandioso del cielo, ed è l’interno di un’anima”

 
 4) Un autore che tutti dovrebbero conoscere

A costo di ripetermi, proprio Victor Hugo. Un autore che, pur appartenendo ad un altro tempo, riesce come pochi a dar voce all’oggi, sia nel modo di scrivere che, soprattutto, nei contenuti: L’ultimo giorno di un condannato a morte è la denuncia più efficace contro la pena di morte che abbia mai letto… ed è stato pubblicato nel 1829! Hugo poi ha dalla sua un grande intuito per la natura umana e ciò si riflette nei personaggi che crea, di cui riesce a comprendere e rendere alla perfezione ogni singolo moto spirituale. Genio assoluto.


I libri di Sara

img-20160921-wa0004

1) Il primo titolo che ti viene in mente ripensando alla tua infanzia

Il Lampionaio di M.S. Cummins. Me lo regalò una vicina di casa che consideravo praticamente come una nonna, lo lessi più o meno a 10 anni e ovviamente piansi tantissimo per le condizioni di vita dei protagonisti. Strano ma vero, preferii questo a Oliver Twist anche se le storie sono comunque simili.

 

2) Il libro che in qualche modo ti ha cambiato la vita

Harry Potter e Orgoglio e pregiudizio. In due momenti diversi della mia infanzia mi hanno cambiata e aperto nuovi mondi, con il primo sono cresciuta e  ha portato letteralmente la magia nella mia vita, con il secondo mi sono aperta al mondo della letteratura romantica (direi nel migliore dei modi!).

 

3) Il libro che parla di ciò in cui credi e che più ti appassiona o che ti ispira particolari valori

Molti lo considerano un libro scritto male e per ragazzine, ma io ho apprezzato moltissimo Hunger Games, un eroina non-eroina che rimane incastrata in una cosa più grossa di lei, costretta a fare tutto ciò che più odia solo per rimanere in vita e proteggere la sua famiglia. Questo libro non mostra solo lei, Peeta e la loro storia d’amore ma anche di come il mondo sia diventato marcio e di come, nonostante questo, ci sono ancora persone che hanno voglia di vivere e di andare avanti.

 

4) Un autore che tutti dovrebbero conoscere

>Io sono una ragazza molto alla mano, non leggo libri molto ricercati e i classici li conoscono davvero tutti, ma ho una scrittrice di libri romantico-erotici davvero brava che mi è entrata nel cuore per il modo frizzante e divertente che ha di descrivere le cose. Charlotte Stein la consiglio a chi cerca storie d’amore diverse dai soliti patemi esistenziali o con profondità psicologica pressoché nulla.


I libri di Cristina

20160922_065259

1) Il primo titolo che ti viene in mente ripensando alla tua infanzia

Che io ricordi da piccola non sono mai stata una grande lettrice. Adoravo però ascoltare. Mia mamma mi ha letto più volte ogni singolo classico per l’infanzia. Forse era per questo che adoravo e adoro tutt’ora i Raccontastorie. Avevo (e ho ancora oggi) questi libroni enormi, fatti rilegare con delle copertine rosse, accompagnati dalla valigetta dove stavano numerate le cassette per ogni fascicolo.

Passavo ore distesa sul tappeto di camera di mia mamma ad ascoltare le storie di Bastoncello e Nonna nodo o di Gobbolino Gatto di Strega seguendo con il dito le parole recitate da attori di teatro, anche molto famosi come Giorgio Gaber e Giuliana De Sio.

 

2) Il libro che in qualche modo ti ha cambiato la vita

Non posso che rispondere Harry Potter. L’ho letto a 11 anni, ovvero alla stessa età che aveva Harry, quanto una mia compagna di classe me lo consigliò dicendo che non potevo non averlo ancora letto. Quella compagna di classe è tutt’ora la mia migliore amica e non è stata l’unica amicizia che ho stretto grazie a Harry. Sono cresciuta, in pratica, insieme a lui e nonostante tutto rimane uno tra i miei libri preferiti.

 

3) Il libro che parla di ciò in cui credi e che più ti appassiona o che ti ispira particolari valori

Forse il libro che rappresenta meglio ciò in cui credo è Piccole Donne di Louisa May Alcott. Mi ha sempre affascitnato la loro unione famigliare, sempre forte nonostante le difficoltà.  Il loro modo di vivere sempre Cercando di “migliorare sè stessi” rimanendo sempre coerenti con i propri ideali e restando sempre dalla parte dei più deboli. E poi c’è Jo! Chi non ha mai amato Josephine March!?!

 

4) L’autore tutti dovrebbero conoscere

Tutti dovrebbero leggere i libri di Isabel Allende. L’ho “incontrata” per la prima volta con La casa degli spiriti, libro che ho divorato più volte, nonostante le tematiche forti e drammatiche. I suoi romanzi che si confondono tra realtà, magia e spiritualità hanno sempre avuto il potere di incatenarmi alle sue parole.


di fanheart3


Susanna Norbiato

Autore

"In the end, it doesn’t matter what design we choose because it’s what’s inside the machine that’s brilliant" Joe, Halt and Catch Fire