La Top 10 dei migliori musical di sempre al West End di Londra

Il Fantasma dell’Opera festeggia 30 anni di teatro, Les Misérables conta oltre 13,000 performances, Mamma Mia! fa ballare grandi e piccini dal 1999 e School of Rock in meno di un anno ha già conquistato il pubblico. Ma quali sono i dieci musical di Londra che dovete assolutamente recuperare? Scopritelo nella nostra Top 10.


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Ph Credit

10. Mamma Mia!

Dove: Novello Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 3 marzo 2018
A che ora: Lun – Sab 7.45pm; Gio & Sab 3.00pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £41.75 0 qui a partire da £27.75

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Ph: Brinkhoff/Mögenburg

La storia di Mamma Mia! la conosciamo tutti, soprattutto grazie all’omonimo film del 2008 in cui Meryl Streep ci ha commosso cantando The Winner Takes It All e il trio Brosnan/Firth/Skarsgard ci ha conquistato con momenti di pura comicità. E’ la storia di una ragazza di nome Sophie che, pochi giorni prima di sposarsi, decide di scoprire l’identità del padre e invita al matrimonio tre possibili candidati ripescati dal diario della madre. Il tutto ha luogo in un’isola greca e soprattutto con la colonna sonora degli ABBA, tra una Dancing Queen e una Take A Chance On Me che rendono l’atmosfera davvero unica.

E’ proprio per questo che il musical di Phyllida Lloyd è riuscito a entrare nella mia classifica, superando altre rappresentazioni più elaborate come il pluripremiato The Lion King o il nuovissimo ma conosciutissimo Matilda: Mamma Mia! è lo spettacolo in cui tutti gli spettatori si emozionano insieme ai protagonisti, scuotendo timidamente la testa a tempo di musica sulle note di Honey, Honey all’inizio dello show per poi ritrovarsi stupiti in piedi a ballare insieme agli attori alla fine, senza vergogna e con un enorme sorriso sulla faccia. E’ il musical che fa stare bene, che mette di buon umore e trasmette a tutti i presenti un’energia positiva davvero contagiosa. E di un musical così, ai nostri giorni, ne abbiamo davvero tanto bisogno.

9. Kinky Boots

Dove: Adelphi Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 24 marzo 2018
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Mer & Sab 2.30pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £19.50 

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Ph: Helen Maybanks

Tratto dall’omonimo film del 2005, a sua volta ispirato ad una storia vera, Kinky Boots è arrivato a Londra a settembre 2015 e si è guadagnato immediatamente l’Olivier Award 2016 come Best New Musical. Sicuramente parte del merito è da attribuirsi alle splendide canzoni di Cyndi Lauper, al cast strepitoso e a costumi e scenografie davvero accattivanti, ma altrettanto importante è la storia vera e propria, che riesce davvero a entrare nei cuori degli spettatori. Kinky Boots ci insegna ad accettare e rispettare gli altri ma prima di tutto noi stessi, e ci mostra che, con un po’ di coraggio e forza di volontà, insieme si può davvero cambiare il mondo.

8. The Book of Mormon

Dove: Prince of Wales Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 14 ottobre 2017
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Mer & Sab 2.30pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £32.50, qui a partire da £20

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Ph Credit

Dai creatori di South Park Trey Parker e Matt Stone, lo spettacolo che ha rivouzionato il modo in cui viene percepito il concetto di musical moderno. The Book of Mormon è arrivato a Londra a febbraio 2013, solo due anni dopo la prima di Broadway, e deve il suo successo ai dialoghi satirici e a controversi, che non risparmiano niente e nessuno: dalla religione ai mali della società moderna, dall’economia fino alla critica del musical stesso come genere teatrale. Matt Stone ha definito il suo spettacolo come “la lettera d’amore di un ateo alla religione”, e le musiche composte da Robert Lopez, già conosciuto per il “puppet musical” (musical con le marionette) Avenue Q, lo rendono ancora più efficace.

Proprio come Avenue Q, The Book of Mormon si è subito meritato un Tony Award come Best New Musical (2011), e ad oggi resta uno degli spettacoli più divertenti non solo nel West End ma anche a Broadway, a Melbourne e, dal 2017, a Stoccolma.

7. Les Misérables

Dove: Queen’s Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 3 marzo 2018
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Mer & Sab 2.30pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £12.50 (in piedi) e £25 (seduti)

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Ph Johan Persson, CML

Les Misérables, o “Les Mis” per gli amici, è in questa classifica prima di tutto perchè lo devo alla nostra fanheartist nonchè Presidentessa Agnese , che devo assolutamente citare in quanto fan numero 1 di questo musical! 😉 In effetti devo ammettere che Les Mis non sarebbe stato la mia prima scelta se mi fossi limitata a leggere la trama, perchè non sono una fan di musical molto lunghi e con storie tristi: di solito li trovo abbastanza noiosi e mi scopro inevitabilmente a guardare l’orologio.

Nonostante questa premessa, il settimo posto nella mia classifica Les Mis se lo è meritato eccome, perchè è uno di quegi spettacoli che coinvolgono anche quegli spettatori che dall’alto dell’Upper Circle non riescono nemmeno a distinguere le facce degli attori. La musica eccellente, la recitazione, gli effetti speciali, la straordinaria coordinazione di un cast di più di 100 persone abituate a lavorare insieme da anni… Sono tutti aspetti che possono essere trasmessi solo dal vivo, e che rendono l’esperienza davvero unica.

E, dopo tutto, c’è qualcosa di speciale anche nel comprare un biglietto per il “world’s longest running musical”, uno spettacolo che ha vinto 140 premi teatrali, è stato tradotto in 22 lingue, messo in scena in 349 città davanti a più di 70 milioni di persone in tutto il mondo e che, ogni sera, fa uso di 392 costumi, 85 parrucche e barricate di 19.5 metri di altezza. Sembra quasi di poter far parte di “un pezzo di storia”.

6. Guys & Dolls

Dove: Savoy Theatre, Phoenix Theatre
Quando: show terminato – ultima performance: 21 agosto 2016

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Ph Credit

A Londra ci sono molti musical permanenti, nei teatri da tanti anni e che spesso riescono a stupirci più di una volta, se ci capita di rivederli a distanza di anni, magari con attori diversi che interpretano i nostri personaggi preferiti facendoci percepire nuove sfumature del loro carattere.

Purtroppo ci sono anche quei musical che non sono destinati a restare sul palcoscenico per più di una stagione teatrale, e che raggiungono la “Final Performance” prima degli altri non per mancanza di successo ma per lasciare spazio allo spettacolo successivo. Mi è sembrato giusto inserire anche alcuni show di questo tipo nella classifica, un po’ perchè meritano davvero di essere visti e un po’ perchè “a volte ritornano”, ed è possibile ripescarli anche diversi anni dopo.

Il primo spettacolo che vi consiglio è proprio Guys & Dolls, che ha fatto il suo debutto a Broadway nel lontano 1950 ma che, con la sua trama attuale e i suoi personaggi affascinanti, riesce ancora ad oggi a intrattenere spettatori di tutte le età. Nell’attesa del prossimo revival, vi invito a cercare l’adattamento cinematografico del 1955 che vede un giovane Frank Sinatra nei panni del giocatore d’azzardo Nathan Detroit fare una scommessa con l’imprenditore Sky Masterson, interpretato da Marlon Brando, per ottenere un appuntamento con la missionaria Sarah Brown (Jean Simmons). Vi assicuro che non riuscirete più a smettere di cantare “Luck Be a Lady” e “Sit Down, You’re Rocking the Boat“. (cliccate sui link per le relative clip dello spettacolo di Londra!)

5. Cabaret

Dove: Lyric Theatre
Quando: show terminato – ultima performance: 7 aprile 2008

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Ph: Richard Hartley

La prima volta che ho visto la Sally Bowles di Liza Minnelli apparire nel Kit Kat Club di Bob Fosse (Cabaret, 1972) sono rimasta affascinata da questo personaggio tanto magnetico quanto fragile, che sfoggia con orgoglio e nonchalance il suo smalto verde mentre dispensa battute ironiche con tanto di allitterazione come “Divine Decadence, Darling!”. Perchè ci sono film che sembrano essere stati fatti per noi, tanto che fin dai primi minuti sapremo già che entreranno nella nostra classifica personale. Ed è proprio il mio amore per Cabaret che mi ha visto entrare al Lyric Theatre già prevenuta, consapevole che non avrei mai apprezzato il musical tanto quanto il film.

Ma il bello del teatro è proprio la sua imprevedibilità, il modo in cui riesce a sovvertire le aspettative del pubblico in un istante, tanto che oggi mi trovo nella situazione opposta, innamorata del musical che ho visto nel 2008 e piena di ammirazione per il regista Rufus Norris.

Fin dal primo spettacolo di Broadway nel 1966, i registi hanno iniziato a darsi regolarmente il cambio per proporci innumerevoli versioni di Cabaret. Il più famoso nel West End è stato quello del 1993, con un eccellente Alan Cumming nel ruolo del presentatore/”Emcee”, un ruolo che sembra essere stato fatto apposta per lui (cliccare sul link per credere!). Il musical di Rufus Norris riprende gli stessi temi espressi in precedenza e ne esplora tutte le tematiche politiche e sociali più profonde e decadenti, con ovvi riferimenti al nazismo. Le storie dei protagonisti si intrecciano con quelle dei personaggi secondari, in uno spettacolo cupo, scioccante e assolutamente indimenticabile.

4. Wicked

Dove: Apollo Victoria Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 26 maggio 2018
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Mer & Sab 2.30pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £21.75

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Ph: Matt Crockett

…E se la Wicked Witch del Mago di Oz non fosse poi così cattiva?
Quando Dorothy ha vinto la battaglia contro la Malvagia Strega dell’Ovest, abbiamo sentito solo la sua versione della storia. Il musical Wicked ha avuto origine dall’omonimo romanzo di Gregory Maguire (Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West, 1995), in cui lo scrittore ci ha mostrato la sua versione del Regno di Oz, in cui niente è ciò che sembra e i personaggi diventano a tutti gli effetti caricature di se stessi.

Nel musical, questo romanzo intelligente e coraggioso, che alterna momenti di comicità a contenuti che invitano a riflessioni sociali più profonde, è stato adattato alla perfezione per il teatro. Con l’aggiunta di costumi e coreografie spettacolari, un cast con talento indiscusso e canzoni del calibro di ‘Defying Gravity‘, scritta da Stephen Schwartz e inizialmente incisa da Idina Menzel e Kristin Chenoweth, rispettivamente Elphaba e Glinda del cast originale di Broadway. A Londra non ci sono Idina e Kristin, ma il musical resta “uno dei veri classici moderni del West End” (Metro) e soprattutto uno dei musical che più vale la pena di vedere.

3. Spring Awakening

Dove: Lyric Hammersmith, Apollo Theatre
Quando: show terminato – ultima performance: 30 maggio 2009

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fanheart3 musical londra spring awakening Ph: Helen Maybank

…Lo riconoscete nel primo poster? Ebbene sì, è proprio lui. Prima di assumere il ruolo del terribile Ramsay Bolton (Game of Thrones) e anche dell’adorabile Simon Bellamy (Misfits), Iwan Rheon era Moritz Stiefel, il ribelle tedesco quindicenne con i capelli pieni di gel. Che inizia a cantare “I Don’t Do Sadness” e tira fuori una voce così melodica e potente che ti fa venire la pelle d’oca. E insieme a lui, Melchior Gabor (Aneurin Barnard), il protagonista carismatico che viene descritto dalle ragazze innamorate come “such a radical […]He doesn’t believe in anything!” (“così radicale, non crede in niente!). Che legge per cercare di conoscere il mondo, perchè ha capito che ci sono cose che gli adulti non stanno insegnando ai loro figli. E poi ci sono Wendla Bergmann (Charlotte Wakefield), alle prese con la sua prima relazione sentimentale, e le sue amiche Ilse, Martha, Thea, Anna e Greta. E ancora i ragazzi: Hänschen, Georg, Ernst, Otto e Bobby, ognuno con la propria storia e le proprie sfide quotidiane.

Spring Awakening racchiude tutto quello che di solito cerco in un musical. La musica indie-rock cantata con un tale entusiasmo che viene voglia di saltare sul palco e ballare con i protagonisti. Personaggi forti e carismatici, scene serie che si alternano ad altre più comiche e ad altre ancora che sono decisamente drammatiche e commoventi. Una storia ricca di contenuti, imprevedibile e soprattutto coraggiosa, che affronta i problemi degli adolescenti nella Germania del 19esimo secolo senza essere banale: la pressione degli esami, la scoperta del sesso, la masturbazione, l’omosessualità. E poi ancora, temi molto seri come l’aborto, il suicidio, la violenza, l’abuso. E in tutto questo la musica è l’ancora positiva, la valvola di sfogo, e diventa a tutti gli effetti un’espressione di protesta vera e propria.

Purtroppo la produzione inglese originale, quella del 2009, è stata a teatro solo per quattro mesi, che sono comunque stati sufficienti a far vincere allo spettacolo quattro Laurence Olivier Awards, tra i quali il premio come “Best New Musical”. Non è mai uscita nemmeno la colonna sonora inglese, ma vi consiglio prima di tutto di ascoltare quella americana, in cui i brani sono cantati da Lea Michele e Jonathan Groff (aka Rachel e Jesse di Glee!), del cast originale di Broadway. Io spero ancora che in futuro il cast si riunisca nuovamente o che venga fatta una nuova produzione, ma nel frattempo vi lascio il link di alcuni video, per addolcire un po’ l’attesa:

2. School of Rock

Dove: New London Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 14 gennaio 2018
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Mer, Gio & Sab 2.30pm, Dom 3.00pm
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £25.00, su Amazon a partire da £15.75

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Ph Credit

Andrew Lloyd Webber ha colpito ancora e, insieme al regista Julian Fellowes, ha trasformato il successo cinematografico del 2003 in uno dei musical più riusciti dei nostri tempi. La versione teatrale mantiene tutti gli elementi, i personaggi e le canzoni che abbiamo amato nel film, e il palcoscenico rende l’opera ancora più dinamica, con ragazzi e adulti che suonano per davvero, canzoni inedite come la splendida “Stick it to the Man” (qui il video del cast di Broadway – vi avviso: non riuscirete a smettere di cantarla!) e un cast davvero pieno di energia ed entusiasmo. Il coinvolgimento e il divertimento sono assicurati, e vi verrà voglia di tornare subito a vedere lo spettacolo. Dopo aver rivisto il film. E comprato la colonna sonora.

1. The Phantom of the Opera

Dove: Her Majesty’s Theatre
Quando: show permanente, al momento prenotabile fino al 3 marzo 2018
A che ora: Lun – Sab 7.30pm; Gio & Sab 2.30p
Dove comprare i biglietti: sul sito ufficiale a partire da £28.00

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Ph: Johan Persson

Il musical che ha portato al teatro più di 140 milioni di persone in 35 paesi, dove è stato tradotto in 15 lingue diverse, con una stima degli incassi che si aggira intorno ai $6 miliardi e che quindi supera qualsiasi film della storia, compresi blockbuster come Titanic, ET, Star Wars e Avatar. Il vincitore di più di 70 premi teatrali, compresi 3 Olivier Awards e 7 Tony Awards, con una colonna sonora originale che ha fatto la storia perchè ha subito raggiunto la prima posizione nelle chart ufficiali inglesi.

E nonostante tutto, non sono i premi prestigiosi o i numeri importanti che mi hanno fatto mettere proprio The Phantom of the Opera in cima alla classifica. Al musical di Andrew Lloyd Webber sono particolarmente legata non solo perchè è stato il primo musical che ho avuto la fortuna di vedere a Londra, ma soprattutto perchè è stato quello che più mi ha emozionato. La musica imponente dell’orchestra, i testi intelligenti delle canzoni, il tema cupo ma affascinante che viene amplificato dall’atmosfera magica del teatro, gli effetti speciali che fanno apparire un’intera scalinata sul palco in pochi secondi, la confusione quando il fumo offusca la vista subito seguita dallo stupore quando il Fantasma in persona appare inaspettatamente dall’alto di un’impalcatura. The Phantom of the Opera mi ha fatto sentire come una bambina e mi ha regalato l’esperienza teatrale magica per eccellenza.


Serena

Autrice.

"Sometimes I've believed as many as six impossible things before breakfast" Alice In Wonderland