Venezia 71, Daily 7 e 8: Anton “puppy” Yelchin, il Green Goblin e Cal Lightman entrano in un bar…

Vi abbiamo lasciato con Viggo e con la promessa che saremmo tornate presto. Mentivamo. Qui al Lido il tempo si dilata, le ore sembrano giorni, i giorni mesi, i mesi anni e gli anni di nuovo ore.

Tutto questo per dirvi che siamo delle sfaticate.

Ma ora eccoci di nuovo a raccontarvi la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità.

Anton Yelchin (Chekov nei reboot di Star Trek, Charlie Bartlet, il tizio che nessuno si ricorda di “Solo gli amanti sopravvivono”) non ha fatto in tempo a sbarcare che è stato soprannominato all’unanimità il Cucciolo. No, davvero. Qui alla Mostra lo chiamano tutti Il Cucciolo.

Anton Il Cucciolo posa accanto a John Leguizamo

A Venezia presenta due film: Cymbeline, trasposizione in chiave moderna (e un tantino demenziale) della tragedia di Shakespeare, e l’adorabile ed esilarante Burying the Ex, commedia romantica con zombie.

Nel cast del primo ritroviamo anche Penn Badgley, protagonista di Gossip Girl, e Dakota Johnson, Ana nel prossimo film il cui titolo non osiamo pronunciare… Che però non erano presenti in sala. C’erano invece Milla Jovovich (con pancione a seguito) e Ethan Hawke (che la nostra Susanna apprezza molto in quanto facente parte di categoria “viscidone fascinoso”).

Milla Jovovich in Sala (e sullo sfondo un fotografo che ci ricorda tanto David Tennant de noialtri, con capelli schiacciati)

Il film ha scatenato pareri discordanti, ma siamo tutti d’accordo nel dire che qualsiasi cosa faccia, Anton Yelchin è adorabile ( <3 ) anche quando interpreta uno psicopatico wannabe stupratore.

Il giorno dopo è stato intenso e pieno di emozioni. Una bomba, letteralmente.

Tanto per iniziare è sbarcato Willem Dafoe (se non sapete chi è vergognatevi un pochino).

E tanto per continuare il Festival è ufficialmente entrato nella fase finale, detta anche Fase Svacco. A simboleggiarla, un Tim Roth del tutto incurante di se stesso e disinibito come non mai, che si sposta da una sala all’altra seguendo il percorso degli accreditati con camminata alla Cal Lightman.

Le conferenze stampa sono mediamente affollate ma interessanti: in assenza di Joe Dante (regista di Burying the Ex), in contatto comunque con noi tramite una precaria (molto precaria) connessione Skype, il nostro caro Cucciolo ha preso in mano le redini della situazione, rivelandosi inaspettatamente un uomo intelligente e con argomenti molto validi (e per una volta non ci riferiamo a quelli ovvi).

Un’altra nota di colore interessante è sicuramente Alexandra Daddario, che oltre ad essere bellissima, è anche una fragolina della Haribo (la cosa più dolce, zuccherosa e carina del mondo).

Le emozioni della giornata, però, non si esauriscono qui: nel pomeriggio, mentre siamo in coda per la sala Grande, si fa strada fra gli accreditati una notizia.

No, Di Caprio non ha appena vinto l’Oscar; c’è semplicemente un allarme bomba in sala grande, che è stata evacuata con conseguente ritardo nelle proiezioni. E manco un artificiere gnocco a consolarci.

Con il senno di poi abbiamo capito che in realtà è stata tutta una manovra studiata a tavolino da Barbera per accontentare le nostre richieste di avere una proiezione di mezzanotte.

Senza film, quali scelte potevamo avere? Riposare? Scrivere un daily? Entrare in un’altra sala? Fare la spesa? No. La scelta è stata… VINOH!

Duque ci siamo precipitate all’Excelsior per godere della Martini Lounge e del suo cocktail gratuito.

Verso le 21.30 di sera, poi, mentre siamo in coda per entrare alla premiere di Burying the Ex, assistiamo ad una scena apocalittica degna di The Walking Dead. Belen Rodriguez (si, quella Belen, quella della farfalla) uscendo dalla Sala Grande, viene letteralmente assalita da un’orda di ragazzine indemoniate. Avranno avuto quattrodici o quindici anni. Per un secondo ci é balenato in testa che volessero mangiarsela e non in senso figurato. …Lasciamo a voi qualsiasi commento.

Venendo al film…
… é delizioso! Per quanto può esserlo una “zombie comedy”, e adatto a qualsiasi tipo di pubblico. Visione assolutamente consigliata.

Subito dopo la proiezione, siamo andate a fare due passi sulla terrazza dell’Excelsior nella speranza, fra le altre cose, di incrociare il caro Tim Roth per potersi fare una foto assieme.

Entrate nella hall dell’albergo troviamo Cucciolo che scorrazza in giro per la stanza con il cellulare in mano e lo sguardo perso. Una di noi gli si avvicina, facendogli i complimenti per il film e chiedendogli una foto e lui sorride felice, concedendosi con la solita disponibilità e allegria.

Lo lasciamo alle sue incombenze e ci muoviamo verso la terrazza. Da questo momento in poi diventiamo testimoni di una serie di scambi degni delle migliori scene di teatro dell’assurdo, che vedono coinvolti Cucciolo, un trafelato Willem Dafoe in arrivo da chissà dove e Tim Roth.

Tim Roth & friends… Sullo sfondo, nascosto, Willem Dafoe. Ancora più sullo sfondo Anton Yelchin (e da qualche parte attorno a noi c’era pure la Daddario)

È stata una serata movimentata e divertente, di quelle che negli anni ti restano impresse e dove tutti alla fine sembravano essere felici.

Uscendo però, Cucciolo era ancora lì che girava inquieto e un po’ di preoccupazione per la sua sorte ci é rimasta. Speriamo abbia trovato quello che cercava!

Per adesso quindi vi salutiamo e vi diamo appuntamento a domani con l’ultimo daily dal Lido!

NB fortemente voluto da Agnese: si ringrazia Alexandra Daddario per averle permesso di fare foto con lei ed averla conseguentemente avvicinata spiritualmente e per riflesso a Woody Harrelson. Gradi di separazione Agnese/Woody: -1.


(Articolo by Susanna, supporto spirituale by Cri, foto by Agnese, tranne l’ultima con Tim che ci è stata fatta da Cecilia, con macchina fotografica di Serena – God bless her and Fassy <3 )


Susanna

Segretario, autrice.

"In the end, it doesn’t matter what design we choose because it’s what’s inside the machine that’s brilliant" Joe, Halt and Catch Fire