Cinema e conoscenza: 3 pellicole per iniziare a capire l’incomprensibile

Cinema: solo divertimento o uno strumento dalle molteplici funzioni? Risposta ovvia, ma non sempre! Un recupero di 3 pellicole che ci renderanno tutti più acculturati.


A molti di voi sembrerà impossibile, ma qualcuno là fuori ancora crede che il cinema sia semplice divertimento. Fosse così, non avremmo avuto i 36 (!!!) film da regista di James Franco, The woman who left come Leone D’Oro a Venezia e neppure gli infelici prequel di Star Wars (il che, nel complesso, non sarebbe stata poi una così grande perdita).

Il nostro amato Cinema, fin dagli inizi della sua storia è sempre stato qualcosa di più: strumento propagandistico, esperienza artistica, mezzo di socializzazione, e ancora molto, molto altro.

Cinema e conoscenza

Uno degli aspetti del cinema che più ci colpiscono è il suo innegabile valore conoscitivo: siamo pronte a scommettere che ognuno di voi ricorda almeno un film dal quale abbia imparato qualcosa: Schindler’s List, The Imitation Game, Hunger, Dunkirk, persino un Titanic e mille altri titoli… Non serve infatti che un film dia la risposta o proclami la verità assoluta; basta che contenga la verosimiglianza o anche solo uno spunto e in ciò porta comunque a compimento il suo compito di istruire la persona o quanto meno di incuriosirla su una certa situazione.

Riflettevo sulla questione ieri, mentre la notizia dell’assegnazione del Nobel per la fisica a Kip Thorne e colleghi passava sui nostri telegiornali, perché per una volta anche qualcuno come me, che ha una scarsa conoscenza dopo tutto di molti concetti di fisica e di scienza in generale, sapeva chi era Kip Thorne. Questo non lo devo al libro di scienze studiato alle superiori, né all’articolo comparso su Focus (che – vorrei evidenziare per valide questioni personali – non leggo) nè ai preziosi e sempre amati interventi del saggio e sommo Alberto Angela o dell’avventuroso Giacobbo con i suoi permessi speciali (cit.).

Il motivo per cui conosco questo astrofisico è perchè sulle sue teorie poggia uno dei miei film preferiti, ad opera del mio regista preferito: Interstellar di Christopher Nolan, a cui fanheart3 aveva dedicato un articolo a pochi giorni dall’uscita in sala, ormai 3 anni fa.

Interstellar è forse l’esempio più interessante di film da cui si può partire per ampliare la nostra conoscenza su una tematica specifica; non per niente lo stesso Kip Thorne, coinvolto come referente scientifico per la sceneggiatura della pellicola, nel suo libro The Science of Interstellar spiega con accuratezza quali teorie presenti nel film sono realmente esistenti e confermate, quali sono campate in aria a fini artistici e quali sono potenzialmente verosimili, per quanto non ancora dimostrate. E se personalmente concetti come spazio-tempo e wormhole rimangono, anche dopo film e libro, nel reame delle cose che mi lasceranno sempre un po’ confusa, non posso negare che qualche spunto di riflessione e qualche dettaglio utile alla comprensione per lo meno intuitiva del tema mi sia nato guardando proprio questa pellicola.

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Un altro esempio di film “istruttivo”, ma su una tematica completamente diversa (per quanto coperta in senso ampio nei Premi Nobel stessi) è lo strano e affascinante The Big Short (La Grande Scommessa in italiano), diretto da Adam McKay e candidato a 5 premi Oscar (fra cui miglior film) nel 2016. Una pellicola di difficilissima comprensione che si basa su un soggetto dello statista Michael Lewis, esperto del mondo degli affari e dell’universo bancario. Molti hanno accusato il film di essere inutilmente difficile, senza capire appieno che è l’argomento stesso ad essere terribilmente complicato: il problema principale, infatti, è che The Big Short, un po’ come Interstellar, andrebbe visto più e più volte per riuscire a comprendere appieno non la trama, ma il discorso che il film delinea e cerca di esplicare. E anche in questo caso, è un film che inizia lo spettatore ad un argomento, ma lo chiama anche ad approfondirlo, ad estenderne autonomamente la conoscenza. Uno sforzo che, almeno personalmente, ho trovato ancora più impegnativo di quello fatto per il sopra citato film di Nolan.

La grande scommessa di Adam McKay

Terzo e ultimo ambito da Nobel su cui ci soffermiamo oggi è un ambito solo apparentemente più chiaro, ma in realtà intrinsecamente sfaccettato e complesso, ovvero quello della letteratura. A riguardo, vi rinvio semplicemente alla nostra recensione del film Neruda del 2016, diretto da Pablo Larraín (regista anche del più conosciuto – in suolo americano, almeno – Jackie). Lì ci soffermavamo su un aspetto sorprendente di questa pellicola: il fatto che riesca a trasmettere allo spettatore il senso di ciò che è la poesia e di ciò che è il racconto e in questo aiuti quindi ad entrare nei meccanismi che regolano questi campi e guardare ad essi quasi dall’interno. Un film che spinge il pubblico non solo ad appassionarsi ai lavori di questo poeta scrittore ma anche a ciò che può voler dire la grande letteratura in generale.

Neruda di Pablo Larràin

I tre citati, come scrivevo in principio, sono tre esempi di film che mi sono venuti in mente riflettendo sui recenti Premi Nobel assegnati. Di cinema che stimola il desiderio di conoscenza potremmo parlare a lungo e anche per questo offriamo, in calce a questo articolo, una lista di dieci pellicole che potreste aver voglia di affrontare se vi interessa un ambito di studio specifico.

Un modo per iniziare o proseguire la propria formazione personale, alle volte sorprendendosi di se stessi e delle cose di cui ci si può scoprire appassionati.


Altri dieci titoli da recuperare:

  • The Journey di Nick Hamm (2016) con Timothy Spall e Colm Meaney | Ambito: storia contemporanea
  • Arrival di Denis Villeneuve (2016) con Amy Adams e Jeremy Renner | Ambito: linguaggio e comunicazione
  • Paterson di Jim Jarmusch (2016) con Adam Driver e Golshifteh Farahani | Ambito: letteratura… e un po’ di filosofia
  • Silence di Martin Scorsese (2016) con Andrew Garfield e Adam Driver | Ambito: storia delle religioni e storia moderna
  • Quasi Famosi di Cameron Crowe (2000) con Patrick Fugit, Kate Hudson e Philip Seymour Hoffman | Ambito: Storico biografico e musicale
  • La masseria delle Allodole di Antonia Arslan (2004) | Ambito: storia contemporanea (tratta del genocidio degli Armeni del 1915)
  • Lady Maiko di Masayuki Suo (2014) | Ambito: cultura e antropologia culturale (la vita e la formazione di una giovane Geisha di Kyoto)
  • Ratatuille di Brad Bird (2007) | Ambito: cibo e arte (e voglia di vivere!)
  • Hysteria di Tanya Wexler (2011) | Ambito: storia della sessualità (l’invenzione del vibratore e una divertente riflessione sull’erronea percezione che un tempo si aveva “dell’isteria femminile”)
  • Roma città aperta di Roberto Rossellini (1945) | Ambito: storico (in tutti i sensi, un film di studiare)

 


Agnese

Presidente, autrice.

"The only way to be happy is to love. Unless you love, your life will flash by" The Tree of Life, 2011