Ma come fa a piacerti?

Vogliamo parlare di fan? Va bene, parliamo di fan.
Parliamo di quanto possa risultare difficile essere un fan.
E non a causa dei non-fan.
Cioè, anche di quelli. Ma a loro ci fai l’abitudine, prima o poi. Ti stan quasi simpatici. Fanno tenerezza.
Ciò a cui non si riesce a fare l’abitudine è una semplice domanda:
Ma come fa a piacerti?
La prima cosa che ti viene da rispondere, a meno che Gandhi non faccia parte dei tuoi fandom, è un bel batticinque.
In faccia.
Con una sedia.
Però poi ci pensi: vale la pena andare in galera? Non sempre.

Non è un fenomeno universale, tra i fan, quello di avere dei gusti poco convenzionali (e tante grazie, altrimenti non si chiamerebbero in tal modo. Sciocchini).
Però può capitare a tutti.
E non te ne accorgi finché non succede anche a te.
D’un tratto, davanti ad un film, un attore, un’attrice, un libro, una serie TV, un videogioco, contrai la nonconvenzionalosi (Marchio registrato. L’ho inventata io. Scienziati prussiani e fiamminghi che date un nome a qualsiasi cosa: sciò!!).
Che è un po’ come essere un lupo mannaro nella saga di Harry Potter: non sei una cattiva persona, probabilmente, ma la gente quando ti incontra comincia con disinvoltura ad arretrare, lavarsi ossessivamente le mani, chiamare la Umbridge.

Attenzione: non confondere la nonconvenzionalosi con l’hipsterismo. Stiamo parlando di cose serie, non di baffi ridicoli piegati all’insù ed occhiali senza lenti.

È un morbo strano, la nonconvenzionalosi.
Un giorno sei lì, beato in mezzo alla massa e il giorno dopo ti senti come un alieno, nudo sotto un riflettore, con il microfono che fischia davanti a te e devi spiegare ma come fa a piacerti??? E sostanzialmente non puoi.
Perché è facile essere un fan, quando ti piacciono le cose facili.
«Oooh, che figo quell’attore alto, muscoloso, biondo con gli occhi azzurri!».
Già.
Che figo.
Aspetta un attimo che questa folata di originalità mi ha scompigliato la chioma.
Ad uno del genere non chiedi ma come fa a piacerti?? perché la risposta è automatica: è alto, biondo, occhi azzurri eccetera eccetera, ecco come fa.
Ma allora perché lo guardo recitare e spero che da un momento all’altro Christopher Lee risorga dalla tomba sotto forma di Dracula e cominci la nuova Apocalisse?


(scherzo, Sir Lee, riposi in pace)

Oppure no. Oppure è anche decente a recitare.
Va bene.
Ma a te – little summerchild che ancora non sai di essere lì lì per contrarre il morbo – quell’ammasso di tratti somatici di dubbia banalità smuove sì e no una spalluccia.
Quel film pieno di canzoni, amore, passione, canzoni, ghiaccio, avventura, pupazzi di neve, canzoni (ogni riFROZENmento a cose o persone è puramente casuale), che ha fatto strappare i capelli dalla gioia a più di una generazione, semplicemente non ti sconfinfera più di tanto.
Quel libro che ha venduto settordicimiliardi di copie in tutto il mondo, tradotto in quarantacinque lingue, compreso il dialetto del paese in cui sei nata, trovi che sia un enorme «meh».
Però tu non lo chiedi ma come fa a piacerti?? perché pensi di essere tu ad avere un problema.
Poi, d’un tratto, lo vedi.
Lo vedi e il mondo riacquista di nuovo un senso.
Quel film. Quello che sei andata a vedere con la tua amica Genoveffa perché lo davano a tre euro al cinema della Chiesa di San Pirpinio. Sai che era proprio un bel film? È piaciuto anche a Genoveffa.
Quel libro messo lì e dimenticato in mezzo alla valanga di romanzi sui vampiri. Quello che NON parla di vampiri, per l’amor del cielo. L’ho riletto già tre volte!
Quell’attrice mingherlina, senza troppe curve, con gli occhi MARRONI ed i capelli SCURI (ogni riferimeNATALIE a PORTMANone o cose è puramente casuale). La trovo proprio bella.
Quell’attore col naso un po’ storto, i capelli grigi e le rughe intorno agli occhi (ogni riferimento a PETERsone o cose è puramente CAPAsuaLDI). Credo che i miei ormoni abbiano appena organizzato Capodanno in anticipo (o in ritardo, dipende dal periodo).
Ma come fa a piacerti??
MA CHE NE SO COME FA A PIACERMI?
Come fa a piacere a te quel broccolo monoespressivo? Te l’ha mai domandato qualcuno?
Forse è stata quella scena particolare, quella frase, quell’occhiata, quell’espressione, quella voce. Ma che importa?
Perché mi guardi come se fossi pazza, o peggio, mi guardi con quell’espressione di sufficienza mista a pena?
Quand’è successo che il soggettivo è diventato improvvisamente oggettivo? Devo essermi persa il referendum.
I gusti son gusti, credo che sia un detto in uso da ben prima del fuoco, quando a quell’australopifangirl cominciò a piacere quel graffito con l’unicorno invece di quello con il bufalo nano che, sinceramente, aveva rotto un po’ gli zebedei.

Ma non tutti lo capiscono e non tutti lo capiscono sempre.
Ed è frustrante, quando contrai la nonconvenzionalosi. Sei un alieno tra gli alieni. Sei come un fan di Firefly: depresso ormai da dodici anni (qualcuno sa che cos’è Firefly? No, appunto).
Volete sapere come fa a piacermi?
Mi piace.
Direi che tanto basta.
E no, non sto dicendo che deve piacere anche a te.
Se tu vuoi spupazzarti l’Adone di turno, accomodati. Shippalo. Fangirlalo. Stalkeralo. Adopera pure tutti i verbi italianizzati da parole inglesi che ti vengono in mente. Sono felice per te.
Però abbi un po’ di mente aperta. Rispettami.
Non sono pazza. Ho la nonconvenzionalosi.
E sai che ti dico?
Te la auguro. Come si augura qualcosa ad una persona a cui vuoi molto bene. E non lo faccio spesso.
Perché se ti piace qualcosa – se ti piace davvero! (cari hipster, chiaramente non sto parlando con voi) – a dispetto dell’altrui opinione (a meno che questa cosa non vada a ledere la libertà altrui e non sfoci in cose come… l’omicidio?), vuol dire che hai la mente libera.
E, nonostante tutto quello che vogliono farti credere, avere la mente libera è davvero una gran comodità oltre che essere un dono ormai troppo raro.
…………. però anche Ewan McGregor non è male, dai.


Paola