Un anno di Almost Human, fra interviste ed immagini, part 2

 

Continua da qui. Note dell’autore alla fine.


 

IL FANDOM DI ALMOST HUMAN 

 

 

Almost Human, in una stagione, non è riuscito a raggiungere, com’era prevedibile, l’ampiezza di fanbase come quello di Supernatural o di Doctor Who. Il potenziale sicuramente c’era, ma non è stato adeguatamente sfruttato dalla FOX, che oltre ad aver compiuto scelte ridicole riguardo la programmazione (invertendo, come già detto, l’ordine degli episodi o mandandoli in onda in contemporanea ad eventi come il Superbowl), non ha saputo investire in gadget o in scelte pubblicitarie adeguate.

Nonostante ciò, il vantaggio dei fandom “minori” è quello che la comunità che si viene a creare è molto forte e le persone che la compongono in qualche maniera arrivano a sentirsi parte di qualcosa… a conoscersi e riconoscersi.

Le iniziative che coinvolgono i suoi componenti sono sotto certi aspetti anche più facilmente organizzabili e in quello di Almost Human abbiamo diversi esempi di ciò, i cui principali sono la AH Fan Con e le campagne per il rinnovo della serie, tuttora in corso e di cui parleremo a breve.

Per capire che cosa ha voluto dire per i fan far parte di questa comunità nel corso di quest’anno, abbiamo chiesto alle nostre due intervistate di descrivere la loro esperienza come fan e fanartist di Almost Human e le loro risposte ci hanno commosso e reso un po’ nostalgiche.

Come descrivereste la vostra esperienza in questo fandom? C’è un qualche momento specifico che vi ha fatto dire “Ok, mi sento parte di qualcosa” o è stata un’esperienza più graduale?
J.: Posso sicuramente dire che il fandom di Almost Human è stata una delle esperienze più meravigliose, coinvolgenti e creative a cui abbia mai preso parte e sono grata a questo show che mi ha dato la possibilità di conoscere così tante belle persone. Immagino che il momento in cui ho realizzato di essere davvero parte di qualcosa è stato quello in cui ho pubblicato la mia prima fanfiction e ho ricevuto in poche ore qualcosa come 100 kudos… assolutamente mindblowing. Non avevo mai ricevuto prima così tanta gentile attenzione da membri del fandom. Le persone commentavano [la storia] o mi scrivevano nel mio inbox di Tumblr, discutevano meta con me, mi lasciavano prompt per scrivere fanfiction… E’ stato meraviglioso e sono incredibilmente felice di aver fatto questa esperienza.
T.: Sono purtroppo arrivata “in ritardo” e non ho visto il fandom crescere. Mi dispiace tantissimo, lo ammetto, ma ho avuto la possibilità di vivere una seconda fase, forse persino più importante: la “resistenza”. La gente, nonostante tutto, non si è ancora arresa e continua a lottare e a produrre materiale. Trovo che questo riassuma perfettamente quanto questa serie abbia insegnato a chi ha avuto modo di appassionarcisi.

 

E’ il primo fandom per cui create materiale? Quando avete deciso che volevate disegnare o scrivere qualcosa per Almost Human e qual è stato il vostro primo lavoro qui?

J.: Scrivevo fanfiction anche prima di Almost Human, ma credo che questo sia il primo fandom in cui mi sono completamente immersa e per cui ho prodotto così tanto materiale. Volevo scrivere qualcosa dopo che i primi due episodi erano andati in onda e dopo che avevo realizzato che non c’erano molte storie da leggere in AO3. Ho pensato di creare la mia e così ho fatto. Il primo lavoro che ho pubblicato si chiama “Of Olive Oil and Bionic Legs” ed è una storia su Dorian che comunica con la gamba prostetica di John.

T.: No, sono una fanartist da ormai quasi dieci anni, con ovvi alti e bassi. Posso dire di aver amato con tutto il cuore fandom per i quali non ho mai disegnato nulla. Con Almost Human è stato diverso, ho sentito il bisogno di disegnarci su qualcosa non appena ho iniziato a seguirlo. C’è da dire però che ciò che mi ha davvero spronato ad iniziare attivamente a disegnare fanart è stata la notizia della sua chiusura (ho finito di vedere la serie in appena tre giorni e non credo poi siano passati più di tre giorni per la triste notizia, lucky me): il mio primo schizzo è stato fatto su un quadernetto, facendo la coda per un concerto, il cuore spezzato, nel tentativo di pensare ad un’immagine utile per convincere qualcun altro a firmare la petizione che era stata appena creata.

 

Come hanno risposto i fan ai tuoi lavori? C’è un commento o una recensione che hai ricevuto che ti sono particolarmente cari?

J.: Non riesco neanche a spiegare quanto importanti siano stati per me tutti i kudos e i commenti ricevuti. Giuro che questi sconosciuti virtuali hanno fatto più per me e per la mia autostima di quanto nessuno abbia fatto prima. Ogni commento positivo sembrava quasi una benedizione ed ogni volta che qualcuno mi mandava un messaggio su quanto apprezzasse i miei lavori, sorridevo come una pazza. Me ne è rimasto impresso uno che ho ricevuto per la storia “Some things never change” che iniziava con: “First of all, how dare you” (“Prima di tutto, come osi”) e che mi ha fatto ridere un sacco. In generale tutti i commenti a quella fanfiction erano persone in lacrime, ed io “Sì, sì, bene, PIANGI COME PIANGO IO!”

T.: Devo ammettere che questo fandom mi ha ridato fiducia in me stessa: siamo obiettivamente pochi, ma il calore e il supporto datomi ha superato di gran lunga qualsiasi altro fandom per il quale io abbia mai disegnato. Non mi viene in mente un commento in particolare, perché ho letto decine di commenti che davvero andavano oltre il delizioso. Sono sinceramente commossa per ogni singolo apprezzamento che è stato diretto verso i miei disegni, ma ciò che mi ha davvero colpita è stata la quantità di persone che ha espresso la sua GRATITUDINE nei miei confronti: “Grazie per aver disegnato questa fanart“, “Grazie di esserci”. Qualsiasi fanartist vive per un momento come questo e sono io per prima grata di poter rendere felice, anche se solo per un instante, qualcuno.

 

Hai continuato a produrre materiale per la serie dopo la sua cancellazione? C’è un tema o un argomento relativo ad Almost Human che vorresti disegnare o sul quale vorresti scrivere?

J.: In effetti ho dovuto smettere per un po’ di scrivere storie su Almost Human. So che è stato egoista, ma la delusione (per la cancellazione) è stata forte e perdere questo show mi ha così rattristata che ho dovuto prendermi una pausa. Ci sono però ancora due cose che devo finire. Una è un prequel a The Wooing of the Robot Girlfriend che approfondisca la storia di Rudy Lom. L’altro è un progetto che mi è molto caro e che si chiama Almost Fathers: una AU in cui John e Dorian si incontrano perché i loro bambini diventano migliori amici all’asilo. Potrei riprenderlo in mano nel prossimo futuro.

T.: Come ho detto, per ironia della sorte ho iniziato a  disegnare attivamente per il fandom PROPRIO perché la serie è stata interrotta. Ma, oh dio, ho DECINE di idee, pagine e pagine di schizzi e appunti! Vorrei disegnare Rudy, shenanigans della vita di tutti i giorni di John e Dorian, interazioni tra Maldonado e John. Non so quanti di questi schizzi vedranno mai effettivamente la luce, ma sicuramente la voglia di produrre materiale su Almost Human non mi ha mai lasciata.


THE AH FAN CON

L’AH Fan Con è stata la prima convention online dedicata ai fan della serie. Svoltasi su Tumblr l’11, 12 e 13 aprile 2014, ha visto la partecipazione di numerosi fan che hanno creato fanart, racconti, panel, nonché un hangout con l’attore Darren E. Scott e un divertente Q&A con Joe Smith, voce degli MX-43. Un riepilogo completo dei post prodotti per la convention può essere recuperato a questo link.

jjjat3am ha avuto modo di prendere parte all’evento con materiale originale e le sue parole esprimono bene il senso di questa originale iniziativa che ha dimostrato, ancora una volta, quanto i fan siano più devoti ad un prodotto di quanti materialmente lo producono e, ancora più di questo, quanto i fan non siano dei semplici “ricevitori” di informazioni, ma rielaborino i loro prodotti di interesse, ne estrapolino nuovi significati, e siano anche in grado di traslare tali significati alla nostra realtà, come dimostra ad esempio il suo intervento sulla ricerca genetica. Dice:

E’ stato un evento incredibile e slashersivi è stata grandiosa ad organizzarlo. Il mio più grande contributo al fandom è arrivato quando ho chiesto all’attore che dà voce agli MX [ndr. Joe Smith] di dire “I’m an emotionally compromised teenage girl[il file può essere scaricato qui], usando la voce degli MX, durante l’hangout su Google. E’ stato spettacolare aver la possibilità di parlare con lui in maniera così interattiva.
Non avevo un panel ma ho scritto un meta su come Almost Human si può riconnettere ad Abissi d’Acciaio di Asimov ed uno sul rapporto fra Chromes e lo stato attuale della ricerca genetica, visto che studio biotecnologie e ho pensato che la gente potesse trovarlo interessante. Ho anche pubblicato due fanfiction: una per l’ahfancon exchange e una crack!fic (che poi si è rivelata essere un po’ più seria del previsto) dove Dorian è un’auto. Le chat e i panel e tutto il materiale prodotto dai fan hanno reso l’esperienza bellissima e sono davvero felice di averne fatto parte.


LA CANCELLAZIONE DI ALMOST HUMAN

I bellissimi poster della nostra intervistata thenizu per il #SaveAlmostHuman tweetout

L’inaspettata cancellazione dello show ha causato caos nel fandom e suscitato le ire di molti.

Le parole di Michael Ealy a riguardo sono particolarmente rappresentative dell’umore che ha accompagnato tutti, fans e attori compresi, nei giorni e nelle settimane che hanno seguito la notizia.

“The sting of the show not being on the air, it’s still there”(Michael Ealy su Almost Human, in questo articolo)

Il legame fra un fan e un prodotto è sempre forte e giustifica le numerose campagne di rinnovo che hanno seguito la notizia (fra cui le principali sono la petizione con le sue quasi 40.000 firme, il tweetout del lunedì sera – dalle 2 alle 3 di notte ora italiana – e le lettere alla Fox. Nel caso di Almost Human, però, le motivazioni per il rinnovo della serie vanno oltre la semplice (per quanto intensa) affiliazione del fan o curiosità per la trama e toccano i contenuti etici che la serie ha portato avanti e che, come giustamente viene fatto notare anche nelle interviste, sono fra i suoi aspetti più rilevanti.

Secondo te il telefilm avrebbe dovuto essere rinnovato per una seconda stagione? Perché? Qual è l’aspetto peggiore riguardo la sua cancellazione?

J.: Ero sicura al 100% che sarebbe stato rinnovato e per questo motivo mi ha devastato scoprire che era successo il contrario. Penso che ci sia molto della storia che ancora non è stato detto, così tanti elementi della trama lasciati inesplorati. Semplicemente, è uno show importante, con un forte messaggio contro il pregiudizio e il razzismo e penso che non si vedano abbastanza prodotti così nei media tradizionali.

T.: Ah, di scelte sbagliate, a questo mondo, se ne sente parlare ogni attimo della giornata… e quella di interrompere Almost Human è stata una di queste. Oltre che essere oggettivamente una delle serie d’intrattenimento più piacevoli e, graficamente parlando, tra le più belle che io abbia mai visto, racchiude in sé tematiche di cui raramente si sente parlare sul piccolo schermo. Disabilità, intercultura, rapporto con la tecnologia e ciò che inevitabilmente ne deve derivare… insisto che chi teneva le redini non si è reso conto di cosa davvero avesse tra le mani. Sono stati fatti enormi errori di gestione e non è sinceramente una sorpresa che il progetto non sia andato in porto come suppongo si fosse sperato inizialmente. Per quanto Almost Human sia pregevole sotto moltissimi aspetti, non si può pretendere che riesca a sbancare quando non ci sono i presupposti necessari.

Citazioni dai vari episodi

La speranza di avere una seconda serie o di vedere Almost Human tramutato in un film, come già successo per Firefly con Serenity e successivamente con Veronica Mars, non è molta, ma è in casi come questi che i fan mostrano di che pasta sono fatti e di come, se la situazione lo richiede, sono disposti ad attivarsi e impegnarsi per una causa comune.

I fan stanno ancora firmando la petizione, partecipando ai tweetout del lunedì, mandando lettere alla FOX chiedendo il rinnovo. Come fan, che cosa pensi di queste iniziative? Ritieni che gli sforzi che si stanno facendo a questo scopo verranno ricompensati? Se sì, scommetti in una seconda stagione o in un film?

J.: Voglio sperare che abbiano successo. Ho spedito un po’ di lettere, sia per posta ordinaria che via mail e so che altre persone stanno facendo del loro meglio. Sinceramente vorrei una seconda stagione, ma mi va bene quello che arriva. QUALUNQUE COSA!

T.: Io sono tutta per il lottare per ciò che palesemente ha subito un’ingiustizia. Posso dire senza timore che dal momento in cui ho saputo dell’interruzione della serie non ho mai smesso di lottare, partecipando (quasi) ogni settimana ai #savealmosthuman tweetouts (disegnando persino una serie di “poster” per spronare la gente a partecipare – ndr. vedi immagini sopra riportate), tentando di convincere altre persone a partecipare alla petizione in corso, disegnando fanarts per mantenere vivo il flusso di materiale all’interno del fandom, creando poster in onore della letter campaign per poi mandare diverse lettere (convincendo altri a seguirmi). Obiettivamente persino io non credo otterremo grandi risultati, ma voglio poter dire che ce l’abbiamo messa tutta e non ci siamo limitati a lamentarci. Escludo quasi del tutto che avremo mai una seconda stagione, ma suppongo che un film potrebbe essere molto più fattibile. Personalmente, a dir la verità, mi accontenterei di leggere gli appunti di Wyman (so che aveva script pronti per almeno cinque stagione e PAGHEREI per sapere cosa contenevano). Che so, un paio di libri, magari?

Noi pensiamo che se anche Twin Peaks, a distanza di 25 anni, riesce a tornare sugli schermi, forse i miracoli televisivi sono sempre possibili.

Ed intanto attendiamo di vedere se il 2048 sarà come Wyman ce l’ha presentato e se le nuove possibilità tecnologiche, come quella presentata in questo video,  condurranno davvero alle incredibili realizzazioni che la serie ha anticipato.


 Al termine di questo articolo, ringraziamo ancora una volta jjjat3am e thenizu per l’entusiasmo con cui hanno accolto l’idea di questa intervista e per quanto fatto per Almost Human in questi mesi. Con loro, almosthumanconfessions per le bellissime gif offerte.

Si ringraziano anche tutti gli altri fan che dal 2013 ad oggi hanno collaborato a rendere meravigliosa questa esperienza e hanno sofferto con noi.

Infine, un grazie speciale va a Darren E. Scott, per essere l’MX che tutti vorrebbero e the brother, captain… king of our fandom. E un saluto a Joe Smith, che ci ha dato modo di sperimentare cosa si prova quando i personaggi delle proprie fanfiction pronunciano esattamente le battute che vorresti dicessero negli episodi.


Articolo by Agnese (triste)


Agnese

Presidente, autrice.

"The only way to be happy is to love. Unless you love, your life will flash by" The Tree of Life, 2011

1 COMMENT
  • Un anno di Almost Human fra interviste e immagini | fanheart

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