Heroes and Villains Fan Fest London: cronaca di un successo

 

Heroes and Villains Fan Fest: Londra 27-28 maggio 2017

A volte le cose che fai senza pensarci troppo sono le migliori.
Tra queste è da annoverare lo scorso week-end quando abbiamo partecipato alla convention Heroes and Villains Fan Fest a Londra.

Un bel colpo d’occhio, per qualcuno le cui uniche esperienze di con fino ad ora (se escludiamo le fiere del fumetto) erano state la JusInBello – Supernatural Convention (potete leggere gli articoli qui e qui) e la bellissima ma molto di nicchia EuroAirdotCon, sempre italiana, dedicata alla serie radiofonica della BBC Cabin Pressure (articolo qui).

Ritrovarsi catapultate ad una convention multifandom internazionale non è da tutti i giorni e la cosa inizialmente, non voglio negarlo, un pochino ci intimoriva.
La preoccupazione per code interminabili, spazi pieni di persone ammassate (hanno registrato il tutto esaurito in prevendita) e difficoltà di riuscire a fare qualsiasi cosa, era viva e pressante. A questo si aggiungeva il fatto che ci presentavamo all’evento solo il sabato e con il pass di grado più basso disponibile.


Immaginate quindi la gioia e (siamo onesti) lo stupore, nello scrivervi oggi che non solo la convention in sé è stata bellissima, ma anche nel complesso incredibilmente godibile come spazi e tempi.

Ma andiamo con ordine e diamo qualche spiegazione in più.

Heroes and Villains Fan Fest: un po’ di storia

Il FanFest nasce come “costola” del più anziano (e famoso probabilmente) circuito di convention americano Walker Stalker, dedicato alla serie The Walking Dead e organizzato dall’omonima società.
Questo a sua volta si è sviluppato a partire dal The Walker Stalkers Podcast, co-fondato da James Frazier ed Eric Nordhoff (autori e produttori).

Cominciato come spesso accade come un’esperienza ristretta alla sola realtà americana, si è in breve espansa anche all’estero con l’organizzazione di Walker Stalker in Gran Bretagna e Germania.
Quest’anno anche il Fan Fest è sbarcato in Europa, con la sua edizione londinese che per la prima volta nella storia del circuito è arrivata a registrare il tutto esaurito.

Heroes and Villains Fan Fest: un evento per tutti

Uno degli aspetti più belli di questo evento è indubbiamente il target di fan molto ampio che abbraccia. Dai bambini agli anziani, senza limiti di genere, razziali o culturali, tutti possono trovare qualcosa per cui valga la pena partecipare.

Tra i miti assoluti della giornata un signore (di cui purtroppo non disponiamo di foto!) con il completo da sera di Batman, uno smoking cosparso di loghi del Cavaliere Oscuro. Quando si parla di dress code

Heroes and Villains: il Fan Fest

Da non confondersi con un Comic Con, il Fan Fest è l’occasione per tutti i fan di cinema e serie tv di scatenarsi, incontrando i propri idoli, ma anche dedicandosi allo shopping in stand carichi di gadget tematici che spesso si fatica a trovare alle più comuni (sopratutto in Italia) fiere del fumetto.
L’ampio e luminoso open space dell’Olympia si è rivelato la soluzione ideale per contenere in un unico spazio tutte le attività previste nei due giorni, senza però risultare opprimente.

Kensington Olympia (Londra)

In alcune aree tra gli stand dei venditori, erano sistemate anche la postazioni autografi dei vari attori e artisti ospiti, visibili e accessibili a tutti i partecipanti in qualunque momento.
Sempre all’interno del padiglione principale si trovava anche il palco (con maxischermo e sistema di amplificazione) destinato ad ospitare i vari panel previsti del programma. È stata una bella sorpresa vedere che, a parte l’area circoscritta con lo spazio a sedere, i panel si sarebbero sostanzialmente tenuti “all’aperto” e non in una stanza chiusa, in modo tale che tutti potessero riuscire a seguirli.

Infine l’area per i photo op (dove puoi fare le foto con i vari attori), era sistemata in un padiglione a parte ma sempre collegato al principale con un sistema di schermi che segnalavano di volta in volta i turni da seguire.

Heroes and Villains Fan Fest: organizzazione e security

Nonostante l’intensificarsi delle misure di sicurezza a causa dei recenti eventi di Manchester, l’organizzazione della convention è stata da subito molto chiara e solerte, facendo in modo di agevolare in tutto e per tutto i partecipanti. Anche con casi di defezioni dell’ultimo minuto, come Melissa Benoist e Chris Wood, entrambi protagonisti di Supergirl, lo staff si è subito prodigato per rimborsare in velocità photo op e autografi.

Insomma… Le aspettative erano alte e non sono state disattese. Nonostante alcuni ritardi nel programma e code a volte lunghe (soprattutto per gli autografi), l’organizzazione è stata impeccabile, lo staff disponibile ed estremamente cordiale e gli ospiti pronti a tutto per far felici i fan accorsi da mezza Europa. Non è stata solo una nostra sensazione che la grande affluenza alla convention, photo op e autografi abbia sorpreso non poco attori e staff!

Heroes and Villains Fan Fest: DC rulez (almeno qui!)

Un John Barrowman in vestito da donna e scarpe con tacco, circondato da una folla che assisteva rapita e divertita al suo panel, è stato il perfetto benvenuto alla Convention.
“Well it’s John Barrowman, isn’t it?” (“Beh è John Borrowman, no?”) ha detto poi una ragazza in fila per gli autografi dell’attore.

John Borrowman in tacco 12

La prima sensazione al vedere la lunga lista di ospiti alla convention di Londra, era stata: “Beh, praticamente è la convention di Arrow!”. La maggior parte degli attori presenti facevano infatti parte della serie tv DC su Freccia Verde.
La sorpresa più grande tuttavia è stata senza dubbio per il cast di Gotham, che si è ritrovato una folla (e sottolineiamo folla) di fan accorsi, praticamente, solo per loro.
Esilarante è stato il momento in cui una delle organizzatrici è passata ad avvisare dell’inizio dei Photo Op di Stephen Amell a chi aspettava l’autografo di Robin Lord Taylor (aka Pinguino in Gotham), e nessuno ha dato il benché minimo segno di interesse.

Heroes and Villains Fan Fest: attori e fan, un amore lungo una fila (una fila lunghissima)

Per chi non è abituato a questo tipo di evento, è sorprendente vedere come molti degli attori siano così pazienti e disponibili con tutti, nonostante le lunghe ore e le spesso improbabili situazioni in cui si ritrovano coinvolti.
Tra un “mi hai cambiato la vita” e un “my name is Potato”, non un singolo segno di cedimento della pazienza o dell’attenzione. Non sembra nemmeno che faccia loro male la mano, anche dopo ore (e ore.. e ore… scusate, ci siamo imposte di rendere bene trascorrere del tempo…) di firme con una lattina di red bull in corpo e il bagno che sembra solo un miraggio lontano.

Quando poi, tornato a casa, racconti queste situazioni ai Babbani (leggasi: i non fan) le affermazioni tipiche sono sempre le stesse: “Beh, è il loro lavoro!”, “Non sono pagati per questo?”.
Si, è il loro lavoro, ma per come c’è la commessa che ti lancia la roba addosso e quella che ti sistema con cura il pacchettino… bisogna ammettere che tutti gli ospiti sono andati ben oltre al fare una foto e/o una firma e via. Molti di loro come John Barrowman (Arrow, Doctor Who, Torchwood), Robin Lord Taylor (Gotham) e Brandon Routh (Superman, Arrow, Legends of Tomorrow) sono stati la causa prima di code lunghe e lente per i loro autografi, ostinati a interagire anche con i fan più timidi e con gli “inglesi” (dove con “inglesi” intendiamo la lingua) più criptici e improbabili.
Insomma, sarà per soldi o per denaro, ma quando alle sette di sera l’altoparlante annuncia che è ora di andare e John Barrowman sta chiacchierando e abbracciando una fan in fila (con altre due dietro), il tutto ad una convention che come orario di chiusura dava le sei, due considerazioni in positivo sull’umanità coinvolta le fai.

I fan poi sono delle creature meravigliose. Sono proprio le convention e gli eventi come questi che ti rendono fiero di fare parte di questo vasto e disagiato (in senso positivo) spaccato di umanità. Entusiasta all’estremo di cose apparentemente senza valore, che in realtà racchiudono una verità molto più profonda, il fan è quello che tutti vogliamo avere vicino quando abbiamo bisogno di non sentirci giudicati (in linea di massima, poi potreste passare ore a discutere sul “verde giusto per Hulk”… ma quella è un’altra storia e un po’ ve la siete cercata).
Quella del fandom è una storia di amicizia, integrazione e senso di far parte di una comunità che ti accetta comunque tu sia, chiunque tu sia. È la roccaforte degli eterni sognatori e molto spesso di tutti coloro che da ragazzini hanno sofferto per quel fondo di inadeguatezza verso tutte le circostanze “comuni” della vita. Tenete duro ragazzi, che quando si cresce c’è il Fan Fest!

Anche i Kylo si riposano

Heroes and Villains Fan Fest: Gotham

Avvertenze: le seguenti dichiarazioni potrebbero risultare in parte sarcastiche e poco professionali. Non ce ne scusiamo affatto.

Non proviamo a girarci nemmeno intorno (o meglio non provo, “ciao a tutti mi chiamo Susanna e ho un problema…”), io noi qui c’eravamo soprattutto per loro.
Oddio, in realtà più che altro per Robin Lord Taylor (anche perché il tempo e il denaro erano quelli che erano e si devono operare scelte), ma in generale per tutto il cast di questa misfrattata serie di cui sono siamo fan inossidabili.
I will go down with this ship! (per una volta si parla di tutta la nave proprio, tutta la baracca e i burattini).

Rinnovata a (S)furor di popolo per una quarta stagione, fanalino di coda di tutte le produzioni DC e principale ricettacolo delle maledizioni dei fan (aka “quelli veri”) di Batman e di tutti coloro che sostengono di capirci più di me noi, Gotham c’è. Per altri 22 episodi l’anno prossimo. Ah-ah!


Detto questo, se sei un fan della serie o semplicemente qualcuno felice della mia nostra felicità, sappi che siamo state molto felici! Tutti eravamo felici.
A partire dagli stand pieni di gadget (la commozione), passando per un panel meraviglioso, finendo con un cast che mi ci ha rovinato, ora in tv sembrano tutti pasticcini alla crema e non psicopatici pluriomicidi.

Anche loro erano chiaramente molto felici e sconvolti, osservandoli salire sul palco per il panel era chiaro che nessuno si aspettava l’inquisizione spagnola una simile accoglienza.
Platea al completo, persone ammassate lungo tutto il perimetro dell’area palco e la balconata piena di fan entusiasti (tutti stretti l’uno all’altro, in quel momento ci siamo sentiti meno soli in questo mondo CW).

Instagram di David Mazouz

I quarantacinque minuti circa sono trascorsi veloci, tra le molte domande del pubblico e gli interventi del moderatore. Tra le dichiarazioni memorabili: Drew Pawell (Butch) diventa idolo delle folle affermando l’unica verità “il miglior Batman è Batman Lego”. Alla domanda se gli piacerebbe tornare in The Walking Dead, Taylor risponde “se tornassi ora sarei uno zombie e la cosa diventerebbe difficile”, procedendo a descrivere come sarebbe e cosa gli farebbero, scatenando l’ilarità generale. Una fan chiede a David Mazouz (Bruce) “ti piacerebbe interpretare Batman in futuro?”, “certo!” risponde ovviamente con entusiasmo l’attore, “a quale adolescente non piacerebbe essere Batman?”, poco dopo aggiunge anche, scatenando la curiosità generale, che la sua scena preferita in assoluto dell’intera serie sarà nel finale di stagione. Interrogato sul futuro dei personaggi, Taylor dichiara che la storia che Gotham racconta è una storia di privazione e di come le persone, private dell’amore, possano cambiare e diventare terribili.
Un panel divertente, ma anche interessante, trascorso in un battito di ciglia ma che ha lasciato tutti molto soddisfatti.

Heroes and Villains Fan Fest: da non perdere

Ci piacerebbe raccontarvi nei dettagli le nostre esperienze anche in sede di autografi e photo op, ma la verità è che non c’è molto da dire… non c’è molto da dire. Abbiamo fatto due parole, tanti sorrisi e speso i soldi che non abbiamo (però ora ho una bellissima penna funko di Freddy Krueger e voi no! n.d. Susanna).

Il consiglio? Se un minimo (minimo) l’ambiente vi interessa, è un’esperienza da non perdere e molto più economica (dobbiamo essere onesti) di equivalenti in Italia e altrove. Certo, c’è da andare a Londra… ma qualcuno dovrà pur sacrificarsi per far girare l’economia no?

Vi aspettiamo (un pericolosissimo plurale!) al prossimo Fan Fest!


di

Susanna e Cristina 


Susanna

Segretario, autrice.

"In the end, it doesn’t matter what design we choose because it’s what’s inside the machine that’s brilliant" Joe, Halt and Catch Fire